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Presti Salvatore

of

Palermo, Italy

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la mia poesia

by

Presti Salvatore

La mia poesia mi piacerebbe pensarla
non trascritta in una raccolta
da tenere negli scaffali di una buia stanza,
ma graffiata sopra i muri di una scuola,
magari sulle pareti di un cesso,
attaccata con un volantino
sulle vetrine dei negozianti
o sulle bancarelle degli ambulanti,
in modo tale che il passante che si sofferma
possa provare le mie stesse sensazioni,
nel leggerla, nel recitarla,
per poi ridere, piangere e riflettere,
provando emozioni:
unico cibo della nostra anima.


Notte di veglia, 1 Aprile 2005

by

Presti Salvatore

Notte di veglia in piazza San Pietro,
di canti di giovani
che non si danno vinti,
che fanno compagnia
al loro amico,
sofferente,
ormai morente
su di un letto
attorniato da alti prelati,
in una stanza
illuminata a giorno,
illuminata in modo
che il mondo possa vedere,
sapere
che lì c’è il Papa:
un grande
non solo per la cristianità,
ma per l’intera umanità,
che ha riconosciuto
un suo pari
in ogni uomo
di qualunque religione,
di ogni opinione,
di ogni confessione.
Cantate più forte
fino a quando
non soggiunga la morte,
siate voi la sua voce,
il suo pensiero vivente,
che non è spento per niente,
affinché tutti
possano sapere,
testimoniare
che questa vita,
luce del mondo,
si spegnerà così:
senza paura,
con il sorriso sulle labbra,
cantando.

Notte di veglia, 1 Aprile 2005

by

Presti Salvatore

Notte di veglia in piazza San Pietro,
di canti di giovani
che non si danno vinti,
che fanno compagnia
al loro amico,
sofferente,
ormai morente
su di un letto
attorniato da alti prelati,
in una stanza
illuminata a giorno,
illuminata in modo
che il mondo possa vedere,
sapere
che lì c’è il Papa:
un grande
non solo per la cristianità,
ma per l’intera umanità,
che ha riconosciuto
un suo pari
in ogni uomo
di qualunque religione,
di ogni opinione,
di ogni confessione.
Cantate più forte
fino a quando
non soggiunga la morte,
siate voi la sua voce,
il suo pensiero vivente,
che non è spento per niente,
affinché tutti
possano sapere,
testimoniare
che questa vita,
luce del mondo,
si spegnerà così:
senza paura,
con il sorriso sulle labbra,
cantando.

Essere malati

by

Presti Salvatore

Essere malati
angosciati,
sfiorire velocemente ogni giorno,
sapere che non c’è ritorno,
correre come un treno
senza freno,
sono pensieri che possono tarlare la mente
possono far soffocare in un niente,
ma una certezza è data :
"la vita non è scontata!"
Essa deve essere vissuta in ogni momento
senza sgomento.
Non ci è dato sapere come sarà
l’attimo che verrà
e, sicuramente, alcuni istanti
vissuti intensamente
La rappresentano per intero,
dando senso anche alla morte.

dedicata ad un'amica

L’amore per la donna desiderata

by

Presti Salvatore

L’amore per la donna desiderata
è l’unico pensiero che scandisce
i secondi, i minuti e le ore della giornata
dell’uomo innamorato,
stregato,
ormai accecato.
Rincontrare nuovamente
lo sguardo dei sui occhi,
vederla ridere,
ascoltare la sua voce,
osservare il suo camminare
e la femminilità nel fare
sono le uniche cose bramate
che lo fanno ancora respirare
e giustificano la sua vita
dando significato ad ogni cosa,
mentre l’universo intero
ruota intorno
a questo pensiero.

una donna: una casa

by

Presti Salvatore

In ogni donna c’è una casa,
nella sua mente il figlio che verrà,
nei suoi occhi la maternità,
nel suo ventre il desiderio
di nuova vita,
il desiderio di rinascere.
Tutto ciò è scritto nei suoi geni
nel suo istinto,
nel suo impulso naturale,
che si manifesta con la
la gentilezza,
la femminilità,
la predisposizione a ricevere.
Perché lei
inconsciamente sa
che la vita sceglie,
cerca,
le migliori condizioni
per continuare,
per generare,
per rinnovarsi.

la regata

by

Presti Salvatore


Come uno sciame in volo
attorno alla boa d’ inizio,
sfiorandosi su linee parallele,
nell’attesa del segnale partenza,
di un ultimo sbandierare,
le vele sicure solcano le onde.
Gli equipaggi prendono il tempo,
misurano il miglio,
fissano il ritorno,
alla linea immaginaria.
E’ già tutto stabilito,
ritirarsi è proibito.
Il segnale è dato,
cambio repentino di direzione,
è una vera emozione,
vedere il gruppo di danza
che avanza.
Come un unico essere,
ogni barca ed il suo equipaggio,
di bolina si destreggia
nel campo di regata
dove ogni cosa non è scontata,
sarà la giornata fortunata?
Il percorso da fare è lungo,
ma non importa chi vincerà
chi sarà il primo,
il premio sarà
l’aver partecipato,
l’avere onorato la gara,
le sue regole
ed i suoi partecipanti.

Il mio spirito per mare vuole andare

by

Presti Salvatore

Il mio spirito per mare vuole andare,
una vela per partire ho bisogno
per raggiungere il mio essere interiore,
per liberare tutte le mie energie,
per misurarmi con la grande signora
e sentirmi libero come il vento.

Il mio spirito per mare vuole andare

by

Presti Salvatore

Il mio spirito per mare vuole andare,
una vela per partire ho bisogno
per raggiungere il mio essere interiore,
per liberare tutte le mie energie,
per misurarmi con la grande signora
e sentirmi libero come il vento.

il tatuaggio

by

Presti Salvatore

Alcune volte capita,
succede
che ti fai un tatuaggio
senza saperlo,
senza volerlo.
E’ il fato
o forse il destino
a decidere per te,
a fregiarti
con una ferita
profonda fino alla viscere,
fino a toccarti l’anima,
a marchiarti a fuoco
con un segno indelebile,
brutto,
insignificante,
in una parte del corpo
che non hai scelto.
Così la guardi,
la tocchi,
riesumi ricordi
che non vorresti
dal sapore amaro.
Riprendere non è facile,
rialzarsi,
camminare con le proprie gambe,
ricominciare a respirare
profondamente,
serenamente senza
sentire il cuore ansimare,
guardare gli altri negli occhi
con il sorriso
stampato sul viso
è quello che si vorrebbe
subito,
immediatamente,
ma ci vuole
tempo.
Un galantuomo,
un signore di parola
che mantiene
sempre la sua promessa:
"trasformerò in te
quella mutazione,
la sconfitta con me
sarà segno di vittoria,
risorgerai
come l’araba fenice."

Condizione di flusso

by

Presti Salvatore

Armoniche,
armonie,
ritmi,
poesia,
pensiero allineato
velocissimo:
condizione di flusso,
permette di fare
senza in apparenza ragionare,
di guidare come un pilota
di formula uno,
di caccia,
di eseguire miliardi di operazioni
ragionamenti in un istante,
algoritmi fuori dal tempo,
processare una macro
di exel nella mente
in un niente,
istinto unito alla logica.

Il giorno della pace.

by

Presti Salvatore

Chissà quando verrà il giorno
in cui tutti sapranno ascoltare,
potranno parlare con chiunque,
senza pregiudizi,
quando i diversi si conosceranno,
si apprezzeranno,
si guarderanno negli occhi
senza rancore,
senza mostrare i denti.
Qualcosa allora accadrà,
una nuova era comincerà,
forse l’era del nuovo amore:
apogeo per ogni cosa,
per ogni essere vivente,
per la vita,
vita che sarà amata
più della propria.
In quel giorno,
contro ogni logica
di forza,
di prevaricazione,
d’ odio,
il nemico tenderà la mano al nemico,
ormai riconosciuto
come simile,
come parte dell’insieme
che tutto unisce
ed ogni guerra
sarà sconfitta,
non avrà più
motivo di esistere,
perché sarà inutile.

Tempo senza riflessione

by

Presti Salvatore

Tempo senza riflessione
tempo di immediata passione
tutto deve avvenire in fretta
ogni cosa ormai non ti aspetta
così questa vita divide
in l’umanità in due realtà :
una di frenetici senza sentimenti,
l’atra di romantici ormai perdenti

La mia modernità

by

Presti Salvatore

La mia modernità:
immaginare una nuova società,
non dare tutto per scontato,
non essere allineato,
ma essere solo trasversale,
essere dubbioso su ciò
ch’è giusto,
sbagliato.
__sono le cose che mi permettono
di andare avanti,
di vedere oltre i formalismi,
di spostarmi oltre i preconcetti imposti,
superare i limiti già raggiunti.

la mia solitudine

by

Presti Salvatore


La mia solitudine:
fredda,
gelida,
sincera amica
che mai mi tradì,
sempre pronta,
ad aspettarmi
per parlare,
confortare,
illuminare.
E’ lei la compagna nella tristezza,
è lei che con il suo silenzio
colma i miei pensieri,
che mi fa volare,
viaggiare in luoghi sconosciuti,
rivedere il film della mia vita
dove vivono i fatti e misfatti
dolore e felicità.
Quasi un continuo sognare
ad occhi aperti
un immenso cielo notturno
di una calda estate.

profumo di zagara

by

Presti Salvatore

profumo di zagara,
limoni in festa,
rigogliosa natura
che si desta,
riflette luce
e colori,
tempesta il cuore
di emozioni,
pentra nei sentimenti,
svegliano ciò
che realmente senti:
amore vero,
amore per ogni cosa
di te.

incontro

by

Presti Salvatore

Ho incontrato la grande signora
ho avvertito il suo odore
inodore,
ho sentito sulle labbra il suo sapore
insapore,
e quando mi ha toccato
ho sentito sulla mia pelle
l’assenza di contatto,
non cosa mi abbia fatto.
La visione della vita mi ha cambiato
facendomi diventare sfrenato
senza più paure,
senza più misure,
togliendomi la paura del dolore,
perché anche lui
e sintomo di vita.

vita e morte

by

Presti Salvatore

Vita e morte
l’una il complemento dell’altra:
la vita utilizza la morte
per rinnovarsi,
la morte non vivrebbe
senza la vita,
perfetta simbiosi
che permette la continuità,
che permette ad ogni razza
di adattarsi,
plasmarsi
ai nuovi eventi,
a tutti i mutamenti imposti dal caos,
che seleziona il ramo giusto
per quella determinata era.
Continua ricerca d’ immortalità della specie.

Banalità del male.

by

Presti Salvatore

Alcune volte
si riceve il male,
vieni maltrattato ,
ti senti torturato,
ferito,
da chi credevi amico,
amante,
riferimento della tua vita.
Così ti porti questo rancore,
lo conservi con "amore",
lo sistemi bene
nei tuoi ricordi,
in modo indelebile
ed aspetti di ricambiare
la stessa moneta
a chi è debole,
in modo da sfogare
quanto ricevuto.
" Se ho potuto sopportare,
allora posso anch’io fare,
tanto non succede nulla,
mi posso divertire,
posso finalmente gioire."
Ecco la banalità del male
che abbrutisce,
che rende come un animale
senza sentimenti,
identico a chi in passato hai odiato
per ciò che ti ha dato.
Se il dolore, il tradimento
ti hanno fatto veramente male,
sono stati il tuo avvelenamento,
ti prego_..spezza questa catena
non diventare il loro strumento.

il poeta

by

Presti Salvatore



Il poeta è come il pescatore,
nella notte getta le sue reti
nel mare dei suoi sogni,
pensieri e desideri,
per poi al mattino
tirare su il pescato.
Alcune volte va bene,
altre male,
ma lui è felice lo stesso
perché c’era,
ha vissuto,
non ha avuto paura
di avventurarsi,
ha respirato l’aria delle muse.

La parola amica di Zia Anna

by

Presti Salvatore


Non ti preoccupare,
non ti lasciare andare,
il mio bacio sulla fronte
sarà sempre con te,
il mio affetto
coprirà le tue fredde spalle
come un plaid,
la mia carezza fra i capelli
la tua mente avrà
per portarla in un’altra realtà
dove non c’è dolore,
ma solo tepore,
dove vive l’armonia,
il benessere,
il calore perduto.
Lasciati guidare,
non ti lasciare andare,
ricrea il tuo guscio,
sogna con me,
sogna i verdi prati,
gli orizzonti sconfinati,
i cieli di un azzurro infinito
il soffrire è ormai finito.
Cambia il tuo stato mentale,
non ti fare ancora male,
lasciati attraversare
da ogni raggio di sole,
fallo entrare sotto la tua pelle
fino a sentire l’energia rinascere.
Vivi!
Vivi ancora!
Alzati adesso!
Ritrova te stesso,
cerca il bambino
felice che era in te,
quell’innocenza perduta
e non più avuta.
Su __ continua.

Vivere meridionale.

by

Presti Salvatore



Siamo nati nella luce,
noi sotto le stelle dormiamo,
il vento caldo di scirocco,
come un amico fastidioso,
ci accompagna
e la poggia qui non bagna.
La piazza ed il mercato
sono nostro ritrovo,
la strada davanti la porta di casa
il nostro salotto.
Questo è il nostro vivere,
all’aria aperta,
che ci ha accolti
e che ci accompagnerà per sempre

cos’e la poesia?

by

Presti Salvatore

Spesso mi sono chiesto:
"cos’e la poesia?"
Un modo per provare emozioni?
Sicuramente!
Ma non solo.
Un modo per celebrare uomini ed eventi?
Certamente!
Un modo per giocare con le parole?
Anche questo è vero.
La poesia è una forma d’arte,
è una combinazione :
di colori, immagini, ritmi,
matematica, musica, suoni e linguaggi.
Espressioni inscindibili fra loro,
che se guardate fino in fondo
sono la stessa identica cosa:
il pensiero dell’uomo

Essere o avere

by

Presti Salvatore

Essere o avere è questo il dilemma
di questa società post moderna.
Tutti ti dicon che puoi avere
per soddisfare ogni tua esigenza o piacere
gli oggetti più strani ed impensati
i più ricercati e sofisticati.
Così, questo fare ti rende orgoglioso
Ti rende felice e non ombroso,
Ti eleva più in alto della massa
e del popolino che non passa,
riempiendo il tuo cuore di narciso sentire
in modo tale da non più avvertire
i tuoi dolori il tuo patire.
Ma questa è soltanto illusione fugace,
essendo in realtà overdose di questa droga moderna
che tutto distrugge al solo fine
di accumulare, possedere e avere:
cose, case, orologi griffati, telefonini,
auto lussuose, castelli e donne
possibilmente senza gonne.
Ho conosciuto uno pseudo uomo,
un morto di fame,
un impiegato,
che per quelle cose ha lasciato e immolato
l’amore di una ragazza stupenda
che come unico torto aveva di non possedere
lavoro o ricchezze che la elevassero
al suo status di uomo riuscito, di uomo affermato.
Oppure, ricordo un pazzo
che dopo aver comprato un utilitaria da strapazzo
cominciò a litigare con il vicinato
per posteggiar la sua macchina in modo tale
che nessuno potesse strofinare
il suo gingillo, il suo unico pupillo.
L’idolatria ormai impazza
oscurando le menti e i sentimenti,
togliendoci gli affetti più cari,
i rapporti umani che ormai son rari.
Essere dunque è la sfida dei nostri giorni
inteso come vivere la vita con valori diversi
da quelli imposti dal consumismo,
un consumismo fine a se stesso
inutile e imperante che si propaga ovunque
sempre trionfante.
Riscoprire il dialogo,
riuscire a parlare serenamente con chiunque,
e soprattutto con i nostri figli,
avere il tempo di gustare un pezzo di pane
senza affogarci per la fretta
di far qualcosa che ci aspetta.
Capire che siamo esseri limitati:
non stupidi ma che hanno una vita a tempo,
un tempo prezioso da non sciupare.
Cambiare i valori del nostro tempo sembra utopia
eppure già Tommasomoro nel cinquecento
ci aveva dato questo avvertimento.
Abbiate il coraggio di amare,
di rischiare,
di potare le cose futili,
di provare a sbagliare,
di protestare,
di far sentire la vostra opinione
anche se unica e sola,
perché prima o poi questo nuovo sentire dovrà germogliare
nelle masse per ridisegnare un novo modo di pensare.

Perché la pace?

by

Presti Salvatore



Siamo tutti figli di Abramo,
fratelli sullo stesso mare
ed allora perché guerreggiare?
Perché uccidere il palestinese
o l’israeliano
per far valere la propria stirpe?
Anche se la parola pace è
contro la natura del più forte,
di chi si ritiene giusto,
di chi vuol sempre ragione
essa è l’unico mezzo
per potere sperare_.,
per accogliere la diversità
fra i popoli dell’umanità.
La pace si può solo fare,
pensare ed immaginare
con la buona volontà,
con il rispetto,
con l’accettare gli altri.
So che non è semplice,
non è facile dimenticare i morti,
ma noi siamo vivi,
noi lo dobbiamo ai nostri figli,
nessuno li ha messi al mondo
li ha concepiti
sognando una guerra,
le mutilazioni,
le ferite,
il sangue.
Per questo motivo
fai pace con il vicino,
con ogni bambino,
con lo straniero
con ogni uomo vero,
per permettere a questo
sentire di diffondersi,
per permettere a tutti
di augurarsi un nuovo mondo,
una nuova vita.

Pensiero sull’amore

by

Presti Salvatore



Diceva un nuovo Amico,
un po’ antico,
incontrato qualche giorno fa
sulle pagine di un libro
: "il cuore ha le sue ragioni
che la ragione non sa".
Questa frase mi ha colpito,
mi ha quasi tramortito,
ha aperto la mia mente
facendomi capire che
sull’amore
avevo capito poco
o forse niente.
Esso è una risposta inconscia,
un riflesso involontario
ad un impulso esterno,
ad un incontro,
ad una persona.
Un meccanismo
nascosto nei meandri del nostro cervello,
che un'unica chiave sa far girare
e che solo con l’aiuto del fato
si può attivare.
L’amore non può essere imposto
programmato
o coltivato,
esso può essere soltanto:
acciuffato,
catturato
o cacciato.
Sta a noi capire ciò che stiamo vivendo,
percependo
in ogni istante della nostra vita,
per non perderlo appena trovato,
incontrato.
Sta a noi trovare,
sul nostro cammino,
l’anima gemella,
sta a noi trovare solo quella,
che possa riempire quel vuoto
che ognuno porta dentro di se
o possa completare in noi
tutto ciò che completo non è.

il mio nuovo amico incontrato sul libro di EVANS "EMOZIONI" è Blaise Pascal

sicilia

by

Presti Salvatore

Sicilia:
terra di rara bellezza
baciata da Dio,
ma triangolare,
ambigua nelle sue forme
e negli stati mentali
dei suoi isolani,
dove la normalità non esiste,
l’anarchia è sovrana,
ogni cosa è un’invenzione
frutto dell’improvvisazione
del momento di chi ha potere,
anche quello di pisciare.

il vecchio stanco

by

Presti Salvatore

Il vecchio stanco,
ficcato degli acciacchi,
dai dolori a stare sulla poltrona,
non dovendo più lavorare,
avendo troppo tempo per pensare,
per rievocare ricordi,
comincia a fare il bilancio
di una vita:
a gioire per ciò che a fatto,
per il lavoro svolto con dedizione,
a rammaricarsi per ciò
che non potrà fare più,
per gli amici che non ha mai avuto,
per il cane che ha sempre desiderato,
per non aver avuto il coraggio
di lasciare una donna che non
ha mai condiviso i suoi desideri,
una donna che ha avuto solo il suo mondo,
il suo ordine,
la sua casa.
Cerca conforto nei piccoli oggetti
realizzate con le sue mani
disseminati nelle stanze,
li tocca,
rivive il tempo trascorso per realizzarli
come Geppetto con la sua creatura,
così ogni cornice o quadretto ha una storia,
una nascita,
diventa animato nella sua mente,
un figlio dotato di un’anima,
un amico con cui parlare.

sognare ad occhi aperti

by

Presti Salvatore



Desiderio impellente
di partire col primo treno,
di attraversare nuovi spazi,
lande e città,
osservare paesaggi
sfuggenti multicolori,
susseguirsi di distese
color pastello
intrisi di gialli
verdi e blu,
essere colpiti da luci accecanti
e bagliori nella notte
di case che brulicano
di vita.
Osservare tutto questo
ed immaginare di arrivare presto alla meta,
per poi camminare in nuove piazze,
incontrare altre genti,
ascoltare ritmi diversi,
respirare nuovi profumi.
Smania di andare:
necessità vitale
di comprendere__,
di far attraversare il corpo
e la mente da mille stimoli,
di utilizzare tutti i sensi
contemporaneamente,
d’interagire con
mondi paralleli.
__viaggiare.

Il vecchio stanco

by

Presti Salvatore

Il vecchio stanco,
fiaccato dagli acciacchi,
dai dolori a stare sulla poltrona,
non dovendo più lavorare,
avendo troppo tempo per pensare,
per rievocare ricordi,
comincia a fare il bilancio
di una vita:
a gioire per ciò che ha fatto,
per il lavoro svolto con dedizione,
a rammaricarsi per ciò
che non potrà fare più,
per gli amici che non ha mai avuto,
per il cane che ha sempre desiderato,
per non aver avuto il coraggio
di lasciare una donna che non
ha mai condiviso i suoi desideri,
una donna che ha avuto solo il suo mondo,
il suo ordine,
la sua casa.
Cerca conforto nei piccoli oggetti
realizzate con le sue mani
disseminati nelle stanze,
li tocca,
rivive il tempo trascorso per realizzarli
come Geppetto con la sua creatura,
così ogni cornice o quadretto ha una storia,
una nascita,
diventa animato nella sua mente,
un figlio dotato di un’anima,
un amico con cui parlare.

Se il nuoto volete provare

by

Presti Salvatore

Se il nuoto volete provare
per prima cosa sarà imparare
lo stare a galla e rilassare
il corpo, la mente ed il pensare.
Stendete le braccia, le gambe e il busto
ed proprio questo il modo giusto
per iniziar il rudimento
di ogni primo movimento.
La respirazione devote studiare,
inspira ed espira da fare e rifare
fin quando l’acqua sarà diventata
l’amica più amata e ricercata.
Sommate allora in tutti gli stili
rana, delfino o farfalla che sia
uno alla volta i movimenti
perfetti e senza stenti
fin quando assieme saran diventati
armonica sequenza di una frequenza.
Scoprite or dunque gli attriti nascosti:
gli schizzi d’acqua e gli arti mal posti
in modo tale da vincer con grazia
l’elemento che in ogni dove spazia.
Sentite nel cuore un ritmo pop
che via accompagni per sempre al top
di ogni prestazione che state eseguendo
di ogni movimento che state vivendo
e il corpo allora sentirete andare in risonanza
come un diapason che vibra in una vuota stanza.
In ultimo ancora vi voglio svelare
che questo sport è come suonare
e quindi voi tutti non dovete imitare
ma ricercare per poi trovare
il vostro unico modo di nuotare.

(Secondo livello)

Per chi ha imparato tutto questo
per migliorare anche il resto
deve sapere cos’è un’accelerazione:
è sentire una forte emozione,
una bella progressione
che con dolcezza, grinta e destrezza
porterà il vostro nuotare,
già lo si sa,
ad alte velocità.
Se poi volete ancora imparare,
nel tuo nuotare ci deve anche stare
il proiettare con la mente
l’attenzione avanti a se
e il vostro equilibrio e baricentro
nell’addome, dentro di te.

Dedicata a tutti quelli che vogliono apprendere l’arte del nuoto.

Voci di giochi

by

Presti Salvatore


Voci di giochi
dai toni surreali,
di bimbi riuniti
nella loro cameretta
o nel cortile sotto casa,
dove ognuno recita
una parte,
imita i grandi:
c’è chi fa il papà, la mammina,
chi l’insegnante ,il dottore,
chi si fa più piccolina e piccina.
Rappresentazioni non scritte
e sceneggiate,
ma improvvisate,
recitate con passione e sentimento,
più che vere,
dove i piccoli attori mostrano
i sorrisi, i pianti,
le smorfie,
facendo visi teatrali
che scimmiottano i reali.
Giochi che sfociano
in litigi, abbracci
o inseguimenti,
e che durano ore
dal dolcissimo sapore,
dove nessuno si stanca mai:
un fare continuo
senza orario,
senza tempo.
Prove di vita
di ciò che sarà domani,
bagliori di nuove albe,
di nuovi astri
dai mille colori.

Come scrivere una poesia

by

Presti Salvatore



Scrivere una bella poesia è semplicissimo:
basta mangiare un piatto indigesto la sera
per non dormire tutta la notte
ed ammazzare il tempo con penna e foglio.

P.s.
Abbiamo dimostrato che:
non tutti i mal di pancia
vengono per nuocere.O no?

Istinto vitale

by

Presti Salvatore



Istinto vitale:
continua ricerca di piacere,
di appagamento,
di raggiungere limiti lontani,
soddisfare i desideri della mente,
produrre Endorfine.

Eroina naturale che
permette di vivere,
di spostarsi avanti,
di dare senso a tutto,
che giustifica,
che motiva le condotte
dei buoni e cattivi,
anche se con finalità diverse,
con moralità diverse.

Misterioso
congegno della mente
che unisce le azioni
al piacere.

La domanda è :
meccanismo naturale
o di origine culturale?

l’orizzonte del mare

by

Presti Salvatore

Viaggiare sulla prua della nave,
l’orizzonte del mare innanzi a me,
una distesa infinita
dove spostarsi lentamente
senza più pensare a niente,
dove lasciare i propri ricordi,
staccare la spina di ogni angoscia,
ritrovare pace.

Prisma

by

Presti Salvatore


Strada senza via d’uscita,
la vita che sembra finita,
senso di disperazione ed angoscia,
sentirsi con la maledizione addosso.
Sconforto,
forse per un niente,
non riuscire a capire,
valutare ciò che sta accadendo,
ma all’improvviso un arcobaleno,
rivedere tutto in un istante velocemente,
riuscire a sfaccettare la nostra incognita,
riuscire a guardarla in modo chiaro,
capire la sua essenza,
come la luce attraverso un prisma,
vedere nuove direzioni,
trovare la via.

Diario di bordo

by

Presti Salvatore


Navigo in questo mare
senza farmi più turbare
dei cambi repentini del tempo,
del vento,
delle onde.
L’essere trastullato
su questa barchetta,
anche se mi fa star male,
non mi porta disaggio mentale,
perché in me
la gioia della vita c’è,
meglio,
di vivere.

Progettare

by

Presti Salvatore

Progettare:
fare girare un’idea nella mente
molto lentamente,
assimilare,
assimilarla per poi lanciarla in vortici,
mulinelli del pensiero,
o con raggi in varie direzioni.
Idea che ti perseguita in ogni momento,
che diventa un’ossessione,
forse un’opinione,
una droga,
una vera distorsione
e modifica del pensiero,
che ti permette di raggiungere spazi irreali
dove apparentemente non c’è niente,
eppure là è nascosto il modello,
lo schema da seguire,
l’anello di congiunzione
tra ciò che è oggi
e ciò che sarà domani:
la materia informe,
grezza senza anima e
la creatura che verrà,
che ancora deve nascere,
ma che già vive in noi
in nuovi scenari,
che poi saranno reali.

Rumori di vita

by

Presti Salvatore

Ascoltare rumori di vita
nei vicoli antichi
dei vecchi sobborghi.
Passeggiare e sentire il
ticchettio ritmato
del martello sull’incudine,
la ruota di carretto rotolare sul selciato,
il cigolare di un portone,
le foglie agitate dal vento.
Suoni di un’altro tempo,
ma rimasti immutati
ancora vivi,
attuali.
Suoni che ci ricordano come eravamo
e come realmente siamo__
dentro,
creature dotate di anima
che hanno bisogno di realtà,
di sentire il freddo sul viso,
del soffiare del vento attraverso i capelli,
del sole bruciare la pelle,
che hanno bisogno del contatto umano,
della stretta di una mano,
di guardarsi negli occhi,
di sentire odori e sapori.
Sensazioni che stiamo perdendo
per mondi immaginari poco reali,
dove tutto è finzione,
dove la ricercata perfezione
è imperfetta.

Noia moderna

by

Presti Salvatore


aver dimenticato il sapore del gioco,
la sua essenza,
non riuscire più a godere della vita,
dello stare insieme,
di apprezzare ciò che si ha,
non vedere propri figli giocare,
saltare,
ricorrersi,
gridare.
Essere presenti fisicamente,
ma non con la mente,
avere sempre fretta di fare,
di programmare il domani
per lavorare,
per guadagnare
e accumulare
con lo scopo di ingrandirsi,
gonfiare coma la rana
di una fiaba antica
ed infine scoppiare.

Ecomomia

by

Presti Salvatore


strana religione,
strana forma di utopia,
dove tutto viene giustificato
dalla legge di mercato,
dal massimo profitto,
dall’appagare a sazietà
i bisogni che ogni uomo ha:
sia essi reali, immaginari, indotti.
E tutto questo,
nell’era della globalizzazione,
di commerci mondiali,
dove non siamo tutti eguali,
dove ogni uomo ha sua morale
ed un diverso senso di giustizia,
dove ogni nazione ha le sue leggi.
Nasce così il grande gioco senza regole,
o meglio con le regole del più forte,
che non può che portare alla morte:
di ogni cosa,
della gente,
di ogni essere vivente,
del pianeta intero.
E l’apparente benessere momentaneo,
che permette di possedere sempre di più,
anche il superfluo,
diventa il grande misfatto che giustifica:
sprechi e distruzione,
disuguaglianze,
soprusi,
omicidi autorizzati,
uomini con arti mozzati
o con vite vissute all’inferno,
per la giusta ragione
di tenere vivo il mercato,
trasformato ormai da strumento
in domino di ogni umano fermento.

Il tamburino

by

Presti Salvatore



Invasione!
Allarme!
Invasione!
Tutum, tutum, tutum.
Fate tutti attenzione.
Tutum,tutum.
Ascoltatemi attentamente,
risvegliate la vostra mente,
risvegliatevi da questo torpore,
risvegliate il vostro cuore.
Tum, tutum, tum.
La colonizzazione è ormai iniziata,
Tum,
la cultura del superfluo è arrivata,
tum,
del lavoro unica verità,
tum,
di questa nostra società,
tum,
di frenesie ingiustificate,
tum
di solitudini ormai consolidate.
Tututm, tutum, tutum.
Questa cultura di un altro continente
Tum
che non ha storia,
che ha poca memoria,
tum
dove tutto viene mischiato
come in un unico grande frullato,
tum,
che imbastardisce ogni cosa,
dove i valori son poca cosa,
ha invaso le vostre menti,
rendendovi informi dentro o come dei dementi.
Tutum,tutum, tutum.
Condizionati al suo volere,
condizionati ad ogni effimero piacere,
ogni azione ormai non controllate
ed i vostri gesti sono martellate,
contro voi stessi e ciò che vi sta attorno
e tutto questo per un misero ritorno:
per una ricchezza sempre ostentata,
ma che in realtà non c’è mai stata,
per godere nel possedere,
per avere.
Tututum.
Alzate or dunque le barricate,
liberatevi e liberate
con libri antichi, ricordi,
con storie di bimbi e fate,
con cibi che solo la vostra terra sa dare,
col vostro unico modo di fare,
cantando anche canzoni dolci e mielate,
come le antiche e andate serenate.
Tum.
Risvegliate allor il vostro orgoglio perduto
di essere diversi e non omologati,
di essere come i cittadini di qualche millennio fa
quando ancora c’era la diversità.
Tutum
Tam.

p.s. la burla di questa poesia nasce dal ricordo di un racconto di mia nonna e cioè che anticamente nei paesi siciliani, non essendoci mezzi di comunicazione ed essendo molte persone analfabete, l’informazione era affidata al tamburino che con il suo tamburo e con i suoi suoni speciali portava in ogni borgata le notizie più importanti e necessarie per la comunità. Le notizie così possedevano un valore aggiunto: il suono del tamburo ritmato ed intercalato nei discorsi, che risaltava i periodi più importanti quasi a sottolinearli.
Sicuramente questo modo di diffondere le notizie, con stili e sfumature, è antichissimo, non era solo una prerogativa del paese di mia nonna, ricordiamo ad esempio i tamburi delle tribù della foreste africane, e forse esso è iniziato con il canto ed il linguaggio ed allora erano un tuttuno, non c’era differenza fra informazione e canto di gesta epiche.
Inoltre non dimentichiamo che il tamburo è uno degli strumenti musicali più antichi dell’uomo diffuso in tutte le culture del mondo perché il suo rumore ricorda quello naturale del cuore, anche il più facile da imitare.
Mi piace concludere queste mie divagazioni, sperando di avervi fatto, almeno, ridere, riprendendo il ritornello di uno spettacolo realizzato con strumenti a percussione e tamburi da bambini palermitani,tenutosi presso la Biblioteca comunale di Palermo il giorno di primavera di quest’anno, : " Io vi curo col tamburo!".

la notte

by

Presti Salvatore

La notte permette di ascoltare il silenzio,
ciò che dentro realmente penso,
a rivedere l’immagine di te
che ancora giace in me,
che la tua assenza
cerca di cancellare,
ma che il mio cuore
non può accettare.

la gabbia

by

Presti Salvatore

Ho vissuto come un lupo
chiuso in una gabbia
dove non manca il cibo,
calda ed asciutta nel freddo inverno,
fresca e ventilata
nella torride estate,
ma il richiamo della foresta
è forte,
la voglia di fuggire
è tanta,
sognare spazi sconfinati,
posti dove non si è mai stati
è quello che faccio
quando chiudo gli occhi,
quando fisso l’orizzonte.
Fiutare la traccia della preda
è ciò che voglio,
che desidero
ogni istante della mia vita,
la caccia è il mio istinto naturale
che non si può frenare,
cambiare.
Qualche giorno di questi
lascerò la mia pelle di cane
e spezzerò il mio collare
per tornare alla libertà.

Risveglio.

by

Presti Salvatore



Andare in bicicletta,
pedalare senza fretta
fra i verdi prati,
sulle nuvole bianche di un cielo azzurro,
sulle rive,
sulle brezze,
su panorami mozzafiato.
Andare rilassati
con mente libera e serena,
girare la catena,
accendere il nostro motore
senza rombi e rumore,
rivedere i colori perduti,
risentire i profumi molto acuti.
Avvertire nuovamente
l’aria fredda nei polmoni,
il vento fra i capelli,
la pioggia sul viso,
spostarsi attraverso
i suoni dimenticati,
piacere indescrivibile
che non si può pronunciare,
comunicare,
dire.
Aprire una finestra dimenticata
sulle prospettive del mondo da noi amato
da troppo tempo lasciato ed ingabbiato
nella nostra paura di vivere.

guerra civile

by

Presti Salvatore



Libertà.
Quale libertà?
di pensare,
fuggire
ed amare,
e desiderare di
distruggere ogni cosa
o di stare su di uno
scoglio ad osservare il mare,
osservare l’onda andare
ad infrangersi sulle rocce,
rinascere dalla risacca
e infrangersi nuovamente,
così all’infinito.
Forse nel nulla,
nell’annullare il proprio io,
la voglia di amare,
felicità si può trovare?

ricordo

by

Presti Salvatore

Il sorriso:
il tuo viso.
Il mio smarrimento:
i tuoi occhi,.
Il mio sentire:
la tua voce.

vita moderna

by

Presti Salvatore



Sconforto,
avere noia di tutto,
assenza d’amore
e desiderio di amare,
cercare sempre di dormire,
non riuscire ad alzarsi,
non sentirsi accettato,
non avere scopi ,
avere paura del tempo che passa,
estraniarsi,
non credere più in se stessi e
nelle proprie potenzialità,
non riuscire più a sognare, immaginare e sperare,
cercare altrove ciò che già si ha,
non riuscire a vedere e sentire,
turbamento ed annullamento,
sentire che qualcosa manca,
non riuscire a mantenere i ritmi della vita,
non protestare,
lasciare fare gli altri,
non credere nel sistema
né cercare di cambiarlo,
non avere interessi ed essere omologati
ad ogni moda e tendenza,
non crede in niente:
vivere d’inerzia,
morire senza uno scopo.

naturale

by

Presti Salvatore



Cos’è la morte?
La fine di un processo naturale?
Il non essere di ogni cosa,
del dolore, dell’amore,
di ogni nostra funzione,
sensazione ed emozione?
Un modo per non soffrire e patire,
per ricordare ricordi troppo pesanti
da portare sulle spalle come macigni?
Sicuramente non è paura,
ansia e sofferenza,
è forse solamente assenza?
È il vuoto assoluto?
______..
______.
Oggi, però, abbiamo tutti un’illusione:
siamo proiettati a vedere solo il bello,
solo perfezione,
considerare tutto eterno,
immortale,
non il processo naturale,
ad accettare la realtà,
a capire che ogni partita
va iniziata, giocata e finita.
Altrimenti che NOIA!
E poi ci avete mai pensato
che la morte è salutare:
toglie il senso del possesso
e ci fa dare.

Credere in se stessi

by

Presti Salvatore


Credere in se stessi,
non arrendersi,
non mollare la presa troppo presto,
essere più cocciuti di un mulo,
è forse questo il modo per riuscire,
per vincere e non farsi ferire,
per agguantare la vita a due mani
e non farla sfuggire,
per domarla
e non sognarla.

Ansia di vivere

by

Presti Salvatore



Quando ci si fissa,
ci sentiamo assillati da un problema,
non riusciamo a mettere ordine al sistema,
a trovare il nostro equilibrio,
a sentirci bene con gli altri,
allora che facciamo:
o implodiamo o esplodiamo.
Si cominciano a sentire
i nervi sulla pelle,
il vibrare,
la tensione alle stelle,
cresce dal petto a dismisura
oltre la misura,
il respiro diventa affanno,
il soffocamento è alle porte,
ci si sente quasi alla morte.
Li il nostro istinto,
la forza vitale,
viene messa alla prova,
si guarda allo specchio
la nostra immagine nuda,
non più celata dietro paraventi,
dietro finti spaventi,
la vita allora ricomincia:
l’accettare,
l’accettazione di noi stessi
nuova forza ci può dare,
nuove visioni così nascono
sul nostro cammino:
" tre soluzioni o multipli di tre"
come diceva uno
che non era cretino,
ed anche il non fare,
e il non pensare
ci può stare.
Dimenticavo:
"Vogliatevi più bene!"

... in ogni direzione

by

Presti Salvatore


Il cazzeggiare in ogni direzione
all’ennesima potenza
è forse questa la vera essenza
che giustifica sulla terra
la nostra presenza.

Tempo senza riflessione

by

Presti Salvatore


Tempo senza riflessione,
tempo di immediata passione,
tutto deve avvenire in fretta
ogni cosa ormai non ti aspetta,
così questa vita divide
l’umanità in due realtà :
una di frenetici senza sentimenti,
l’atra di romantici ormai perdenti

vivere meridionale

by

Presti Salvatore

Siamo nati nella luce,
noi sotto le stelle dormiamo,
il vento caldo di scirocco,
come un amico fastidioso,
ci accompagna
e la poggia qui non bagna.
La piazza ed il mercato
sono nostro ritrovo,
la strada davanti la porta di casa
il nostro salotto.
Questo è il nostro vivere,
all’aria aperta,
che ci ha accolti
e che ci accompagnerà per sempre.

Cala la sera

by

Presti Salvatore

Cala la sera,
tutto si trasforma
perdendo di forma.
Il lavoro ormai è terminato,
continuerà domani
con il fare delle nostre mani.
Il ritorno
felicità ci di dà,
la famiglia ci aspetta già.
I bambini,
dietro la porta,
attendono il loro papà
per abbracciarlo
con la loro vitalità,
per stringere forte
le gambe del genitore.
Urlare,
gridare
è il loro saluto.
Saltare sulle braccia
la loro conquista.
Baciare il viso stanco
l’esternazione del loro amore
infinito,
innocente.
Il tempo in quegli istanti
sembra fermarsi
per permettere
all’amore di livellarsi,
di trovare un nuovo equilibrio
nei genitori e figli
che per troppo tempo
si sono
distaccati,
allontanati,
lasciati.

come stare su di un albero

by

Presti Salvatore



Il passero sull’albero
nelle gelide mattine
comincia a cantare
il suo dolce cinguettare,
come per dire
a tutto il modo:
" io esisto,
ci sono ancora,
posso ritornare a volare
dopo il freddo inverno,
sono pronto
alla nuova vita,
all’amore.
Ciiip, Arrivooo!"

Dolore

by

Presti Salvatore


Dolore:
trasformazione,
dispendio immenso di energie,
mutazioni inarrestabili del nostro animo,
passaggi fra i vari stati di aggregazione
del nostro pensiero,
uragano devastatore
che lascia in piedi solamente
la montagna e il fusto che si piega.

poesia consolatrice

by

Presti Salvatore

Poesia consolatrice
risana le mie ferite
ridandomi la speranza
non farmi sentire solo in una stanza,
scaccia i cattivi pensieri,
modula le mie emozioni,
tranquillizza il mio corpo,
portami nuovamente al centro del mio universo,
fa in modo che possa andare ancora avanti
guardando senza timore il passato,
vivere il presente con serenità,
immaginare un futuro migliore.

Respirare con i ricordi.

by

Presti Salvatore



Limpida,
fresca come l’aria dopo la pioggia,
così è serena la mente dopo il pianto
lo sfogo, la liberazione.
Tutto ricomincia in apparenza dalla partenza,
però con nuove convinzioni,
con il riconoscimento del limite umano,
della mancanza,
dell’assenza di chi non ritorna.
Si riparte,
si ricomincia piano a fare,
a pensare ciò che sarà domani,
a rivedere ciò che rimasto in noi
di chi è andato via,
di chi si è allontanato volontariamente o
contro la sua volontà,
ed il ricordo diventa uno strano amore,
amaro e dolcissimo
allo stesso tempo,
da conservare,
respirare e sognare,
per non avere più paura
di essere soli.

danza

by

Presti Salvatore

Danza,
balla con il corpo,
con la mente,
con lo spazio intorno a te,
coordina il movimento
ad un ritmo lento,
andante come la brezza,
come il vento.

Aumenta il passo,
la tua battuta interiore,
sulla batteria,
sul rumore,
fa che sia il tuo motore.

Ritmo,
ritmo,
ed ancora ritmo:
sentire oscillare dentro,
vibrare il cuore,
stato di fibrillazione.

Salta,
ritrova l’equilibrio,
rientra nel motivo,
nella passione,
che ardore!

L’allegria è già arrivata
da dentro ed è già fuori
per andare,
per toccare chi ti sta vicino,
per tornare bambino.

Fare baldoria,
trasmettere felicità,
altra forma di realtà,
senza condizionamenti,
solo con i sentimenti.

Gioca,
lascia la tristezza,
entra nell’oblio,
sentire leggero,
partecipa alla gioia
nascosta in te,
che finalmente c’è.

senza titolo

by

Presti Salvatore

Vorrei essere
come il gabbiano che vola
sui primi raggi di sole,
sulle brezze marine
nelle fredde mattine,
sulle vuote battige
libere,
sconfinate.
Vorrei essere
come il pescatore
pronto a partire
con la sua barca
per una nuova pesca,
col sale sulle labbra
ed i polmoni pieni di gelida aria.
Vorrei entrare nudo nel mare
e nel suo seno nuotare
per non più tornare.

il differenziale

by

Presti Salvatore



Spesso si desidera,
si ha questa smania d’avere,
di possedere
o di fare mille cose,
ma non ci si rende conto,
non si capisce
che dobbiamo fare i conti
con il differenziale.
Cosa acquistiamo?
In termini di piacere,
divertimento,
appagamento
ed in cambio cosa cediamo
della nostra vita,
del nostro tempo,
dei nostri pensieri,
della nostra libertà?
Questo rapporto
non viene calcolato,
non viene verificato
se il risultato
è a nostro favore,
se matematicamente
il loro rapporto è maggiore
di uno.
Ed anche questa
non è una verità statica,
ma instabile.
Dobbiamo verificare
nel tempo a cosa tendiamo,
ciò che è vero oggi
non lo è domani,
perché noi non siamo
sempre gli stessi,
perché cambiano le condizioni esterne a noi,
tutto è mutazione continua,
è ricerca di nuovi equilibri
che durano un istante
e dinamici nel tempo.
Ciò che era maggiore
di uno forse domani
non lo sarà.

Tempo di mare

by

Presti Salvatore


Svestirsi
di ogni identità,
lasciare
le proprie orme sulla sabbia
finissima e dorata
come ricordi sulla pagina di un foglio,
immergersi e nuotare
nel mare dai verdi intensi
e dai profondi blu
per tornare ai primordi
della vita,
disperdere
i propri pensieri
nell’immenso cielo,
osservare
la luce far brillare ogni cosa
scoprire nuove forme,
nuovi contorni,
nuova vita,
sentire
l’animo sereno
come i leggieri venti brezza:
tempo di mare
passato sulle riva
in apparenza ad oziare,
a trastullare e giocare con la mente,
un modo per ritrovare se stessi,
ritrovare una dimensione umana,
naturale,
istintiva,
un time-out
nella vita e
nella fretta
che mai ti aspetta.

La finestra dimenticata

by

Presti Salvatore


Andare in bicicletta,
pedalare senza fretta
fra i verdi prati,
sulle nuvole bianche di un cielo azzurro,
sulle rive,
sulle brezze,
su panorami mozzafiato.
Andare rilassati
con mente libera e serena,
girare la catena,
accendere il nostro motore
senza rombi e rumore,
rivedere i colori perduti,
risentire i profumi molto acuti.
Avvertire nuovamente
l’aria fredda nei polmoni,
il vento fra i capelli,
la pioggia sul viso,
spostarsi attraverso
i suoni dimenticati,
piacere indescrivibile
che non si può pronunciare,
comunicare,
dire.
Aprire una finestra dimenticata
sulle prospettive del mondo da noi amato
da troppo tempo lasciato ed ingabbiato
nella nostra paura di vivere.

risveglio

by

Presti Salvatore


Risveglio,
la mente si è liberata
si è lasciata andare con i sogni:
ha soddisfatto i desideri,
ha liberato le ansie,
ha affrontato il nemico che non esiste.
Libera,
pura,
rigenerata
e trasformata ora è pronta,
a fare, a dare,
ad affrontare la realtà,la vita,
a semplificare idee in apparenza complesse,
a fare il salto di qualità,
ad essere come l’arco teso
pronto a lanciare,
perché lei è come un
bambino:
non ama le regole,
gli impedimenti,
gli ordini repentini e cretini,
lei ama la libertà,
l’istinto
e per dare
bene deve stare.

Palermo

by

Presti Salvatore


Camminare nella notte,
nella città addormentata
su strade traballanti,
ma finalmente pulita,
libera sopra ogni cosa,
di cui di giorno è invasa:
di mercatini abusivi
ad ogni angolo di strada,
di posteggiatori come cavallette,
di lavavetri assalitori
come truppe di viet-cong,
di buffoni e clown
in cerca di qualche centesimo,
di mendicanti con bambini
infanti sulle braccia,
di strade seminate
da macchine in sosta a più file
perfettamente allineiate e compattate
in modo da non far passare più nessuno o quasi,
di scioperanti improvvisati
come musicisti jazz.
Qui tutto è normale,
qui tutto non è surreale,
solo un po’ diverso.
Alcune volte mi viene un dubbio:
non facciamo che tutto questo è organizzato,
è’ creato segretamente,
ad arte da chi governa,
per rendere tutto più colorato
e folkloristico per i turisti?
Ma poi mi devo ricredere,
la mia città è una puttana che non chiede nulla
non pretende neanche la marchetta,
lei è a disposizione di tutti,
non solo dei siciliani,
ma soprattutto degli stranieri.
qui l’integrazione è una realtà,
soprattutto quella stradale.
Di questa puttana puoi fare
ciò che vuoi,
qui lo stato non esiste
e chi lo rappresenta
fa finta di non vedere
l’importante è non sporcarsi,
l’importante è non scocciare,
non provocare,
non dire,
far finta di non avere visto
per non provocare
il maleducato di turno,
un maleducato che così è nato,
che non potrà cambiare mai,
e come diceva il mio caro amico
per cambiare bisogna scendere
nel profondo,
nel piccolo,
estirpare il gene radicato,
maleducato e distruggerlo per sempre,
perché il rischio è grande
potremo esportarlo.
E nel frattempo
cosa fare
come agire,
possiamo solo confinarlo
in attesa della trasformazione
meglio metterlo in quarantena,
confinarlo qua,
sarebbe troppo rischioso,
sarebbe pericolo,
se qualche pazzo ammiratore di tanta bellezza
esportasse il modello altrove,
rischieremmo d’invadere il mondo.

P.S.
Se ho scritto queste dure parole è perché io mi ritengo palermitano e siciliano doc ( a denominazione d’origine controllata) e perché sono troppo indignato a vedere la mia città usurpata ed abbandonata a troppi maleducati di ogni razza, compreso i tanti siciliani maleducati, e tutto questo avvenire nelle totale indifferenza molti.


Una donna di classe

by

Presti Salvatore

Una donna di classe è affascinante
anche quando dovesse lavare le scale,
perché lei non ha vergogna,
non è umiliata da quello che fa,
è sempre se stessa,
non ha bisogno del giudizio degli altri,
mantiene sempre il suo portamento
ed fiera ed orgogliosa del suo lavoro
anche se semplice,
e nella sua fatica ti saluta
sempre con un sorriso.

Per chi è rimasto

by

Presti Salvatore


Consola il fratello,
consola l’amico,
accarezza la madre ed il padre,
asciuga il loro pianto,
abbraccia forte il loro dolore
troppo grande da sopportare,
dividilo con loro.

Sii vicino a chi è rimasto,
ascolta il loro sfogo,
la loro disperazione,
il loro gridato silenzio
dai visi inebetiti,
per una vita
strappata alla vita
dalla brutalità,
dall’odio.

Porta un fiore multicolore,
lascia il tuo segno d’amore,
lascia un messaggio
sul luogo dell’oltraggio
a chi non soffre più
a chi ha lascito la più
importante partita.

Lasciati andare ai ricordi,
alla memoria di un sorriso,
ad un’immagine
con l’amico che ormai non c’è,
perché lui ora vive anche in te.

Non odiare,
non stare al gioco
di chi ha distrutto tutto,
non giudicare subito
e non cercare
subito una risposta,
forse solo il tempo
potrà sanare
ciò che oggi è insanabile.

fermarsi

by

Presti Salvatore

È arrivato il tempo per fermarsi,
un tempo per immaginarsi
e non più ritrovarsi
in una dimensione,
ma solo a mezzaria sospesi
nell’attesa di un nuovo evento,
del cambiamento del vento
mutamento della nostra vita,
mentre l’attesa distrugge e soffoca,
perché la voglia di cambiare è tanta.

Come polli in batteria

by

Presti Salvatore



Siamo nell’era della manipolata informazione,
dove ha valore solo ciò che passa dalla televisione,
più della cruda realtà,
più di tutte la verità.
E’ la televisione che decide:
cosa puoi sapere oggi e domani,
ciò che oggi è necessario fare,
come vestirsi per non sminuirsi,
come nutrirsi,
ma soprattutto come è giusto pensare,
cosa fare.
Impegniamoci in diete,
salviamo il lombrico del Mozzambico,
o qualche buco dell’atmosfera,
iscriviamoci a questo o quel partito o associazione.
Così come tanti polli in batteria,
nella catena del sistema,
assorbiamo notizie inutili
e spesso prive di ogni fondamento
per tenerci impegnati mentalmente,
per non agire e capire più niente,
per drogarci con false ansie
di distruzioni imminenti,
di catastrofi inesistenti.
Anche per un banale temporale
viene allertata la protezione civile,
ti dicono spesso di non uscire,
potresti anche morire.
Così ci crediamo,
ci creiamo il nostro isolamento,
la gente ha paura a parlare a confrontarsi,
a paura anche ad affrontarsi,
a toccarsi, ad amarsi,
mentre chi è nella stanza dei bottoni
se la gode
a fare i bello ed il cattivo tempo immaginario,
tanto non se ne accorgerà nessuno,
perché noi teledipendenti
siamo troppo impegnati
a combattere le nostre paure.

Una delle difficoltà di questa nostra società è quella di verificare il fondamento e la veridicità delle notizie diffuse dei mezzi di informazione. Spesso, troppo spesso esse vengono manipolate
vengono date parzialmente, per non capire, per non fare agire o peggio vengono celate, ovvero non hanno nessun fondamento scientifico. L’unica difesa che abbiamo è quello di riuscire a comunicare fra di noi, ristabilire il rapporto di dialogo uno a uno, anche leggendo un libro, forse ciò potrà sembrare banale, ma anche dal più semplice degli individui degli uomini può formulare pensieri utili a tutti. L’altre difesa che abbiamo è quella di non dare per scontato tutto quello che ci viene propinato dai mezzi di comunicazione e soprattutto dalla TV, dobbiamo attingere pertanto a più fonti per verificare se il castello dell’informazione regge. In ultimo, se ci avete fatto caso i mass-media parlano poco dei problemi veri che la maggioranza degli individui hanno oggi: tipo il lavoro, tipo la vivibilità della città o dei luoghi in cui si abita,l’assenza di servizi di ogni tipo, il fatto che oggi molti giovani non si sposano e non creano una famiglia perché non hanno lavoro o per!
ché credono giustamente che quello che guadagnano non sia bastevole per raggiungere gli standart di vita di una società consumistica, che sono diventati proibitivi, quindi non potendo stare al passo meglio non riprodursi, meglio invecchiare soli, ovvero molte donne concepiscono il primo figlio, e forse l’unico, dopo i trenta o quarant’anni con un comportamento innaturale. Ecco, ad esempio, dimostrato come la nostra società tende a scomparire.
Quindi non abbiate paura, parlate, parlate, ed ancora parlate con chiunque!


il supermercato

by

Presti Salvatore



L’altro giorno sentendomi isolato,
sono sceso giù al supermercato,
un grosso ipermercato
dove la gente non va solo per comprare,
ma anche per andare ad incontrare
persone e conoscenti
amici e parenti.
Ciao Michelina!
Ciao Robertina,
ma che bella bambina!
Che fatta grande la piccina.
Era da un anno che non ti vedevo più,
ora anche tu vieni qua giù?
__________..
Così si scambia una parola,
si gioca a nascondino fra gli scaffali
o con il carrello come Marcovaldo
buttando o togliendo
questo o quello per poi non comprare nulla,
si guardan i commessi e le commesse
alcune sono veramente ben messe,
si passa il tempo tra un detersivo
ed un parmigiano,
tra la lattuga e le mutande,
non sentendosi più soli
ma sempre con lo stesso odore sotto il naso:
d’aria stantia e morta
uscita dal frigorifero.

Fate la prova anche voi, andate nel più grande ipermercato della vostra città o zona in cui abitate, vedrete che lì incontrerete un sacco di amici o parenti, specialmente nei giorni di sconto od offerte. Potreste fare anche una scommessa con un amico, la vincereste sicuramente.

il valore delle cose

by

Presti Salvatore

Il valore delle cose è commisurato a quanto noi crediamo di potere ancora vivere.

U festino ( Il festino)

by

Presti Salvatore

Poesia nel mio siciliano, quello che conosco o credo di conoscere

Palermu, notti tra lu 14 e lu 15 di luglio

U fistino

Chisso è u jornu di Santa Rusulia
A patrona ra città
ca a salvò dalla peste
e dalla caristia.
Chissa è la sira ri fisteggiamenti,
di teatro in chiazza
e ni lu cassaro che
cunta la storia di la peste
e di la grazia ricevuta,
di la guarigione avuta.
Accussì u popolo riccorda
ringrazia pi la grazia,
gridannu:" via Palermu e Santa Rusulia!"
ed ammuttannu u carro porta in trionfo
a so rigina da lu palazzu a lu mare
unni atri genti
sunnu ad aspittare.
U cielu allura si illumina
di coluri in festa,
di jochi i focu
comu la tempesta,
ca fanno rintronare
tutti li rue di la città,
vistiti pi l’occasione a festa
di mille e mille
lampirini accisi
ca come l’ornamento
supra na picciuttedda
a fanno sembrare chiù bedda.
Mentre na marina c’è cu passia,
c’è cu suca babbaluci e cu talia,
cu assittatu in terra
muzzica na stigghiola,
cu mancia calia e simenza
e sputa in terra a rimanenza.
Anche chisso è u trionfo
di santa Rusulia!

TRADUZIONE

Palermo, notte tra il 14 ed il 15 di luglio

Il festino

Questo è il giorno di Santa Rosalia
La padrona della città
che la salvo dalla peste
e dalla carestia.
Questa è la sera dei festeggiamenti,
di tetro in piazza
e nel corso
che racconta la storia della peste
e della grazia ricevuta,
della guarigione avuta.
In questo modo il popolo ricorda
Ringrazia per la grazia
Gridando: "Via Palermo e Santa Rosalia!"
E spingendo il carro porta in trionfo
la sua regina dal palazzo fino al mare
dove altre genti
stanno ad aspettare.
Il cielo allora si illumina
di colori in festa,
di giochi di fuoco
come la tempesta,
che fanno rimbombare
tutte le viuzze delle città
vestite per l’occasione a festa
da mille e mille
lampadine accese,
che come l’ornamento
sopra una giovane donna
la fanno sembrare più bella.
Mentre nella marina c’è chi passeggia,
chi succhia lumachine e chi guarda,
chi seduto a terra
morde una " stigghiola", ( intestini di animali arrostiti)
chi mangia ceci e semi arrostiti
e sputa per terra le bucce.
Anche questo è il trionfo
di Santa Rosalia!

solo chi ha partecipato ad un Festino può capire cosa significa questa celebrazione. È sicuramente la festa in memoria della santa e del ringraziamento per i miracoli che ancora oggi Ella compie, infatti i palermitani portano il sontuoso carro che rappresenta la santa in trionfo, tipo rassegna imperiale romana dopo la conquista di un territorio straniero, lungo il corso principale della città il " cassaro", probabilmente la prima strada di Palermo che ha circa 3000 anni, che collega il Palazzo dei Normanni, oggi sede del Parlamento della Regione Siciliana, con la marina, la passeggiata a mare. Questa festa, però, è anche la festa del cibo in piazza consumato passeggiando o seduti su tavolini improvvisati ovunque nel lungomare di Palermo, (sui prati, davanti ai bar, sui marciapiedi, dentro le aree di sosta dei distributori di benzina) e di cucine accampate ( senza nessuna norma igienica o di sicurezza) dove vengono preparati cibi buonissimi: arancini ( arancine per!
i palermitani), pane e panelle, pane con milza e polmone fritto nello strutto, lumache, polpi, cozze, fette di anguria ghiacciate, ceci, semi e torroni ; o di bracieri dove vengono arrostite le stigghiole ( intestini di bovini o ovini conditi con cipolla e aromi).
Così i palermitani consumano il loro cibo in attesa dello spettacolo dei fuochi d’artificio, che per bellezza sono a parer mio insuperabili, lasciando poi sulla strada montagne di spazzatura che l’indomani dovrà essere rimossa da apposite squadre di operatori ecologici, che sicuramente la sera prima avevano anch’essi partecipato al lurido e divertente banchetto. Per capire di cosa stiamo parlando sul giornale di maggiore diffusione della città, in data 16/07/2005, è stata riportata la notizia che lungo la marina di Palermo dopo il festino sono stati rimossi circa 50 tonnellate di spazzatura.
Questo, secondo me, è un modo tutto speciale dei Palermitani per affermare la loro identità, la loro libertà, il non riconoscimento di qualsiasi potere( anche quello dello stato), la loro assoluta anarchia ed il distacco da ogni cosa: Noi i problemi non li affrontiamo, noi ci conviviamo, anche nei secoli in attesa che scompaiano. ( minchia, corna dure!) ( traduzione: che tipi tosti!) .

Dedicata a tutti i Palermitani del mondo emigrati, anche a quelli che sono emigrati in Italia, che non hanno potuto partecipare al festino,sperando che questi brevi momenti glia abbiano fatto respirare aria e fumo di casa ( loro capiranno).


essere tre volte padre

by

Presti Salvatore

Essere tre volte padre è il destino di ogni uomo: padre a se stessi, padre a parenti e amici, padre all’umanità intera.
Questo perché noi siamo stati creati da Dio (per i credenti) o ci siamo evoluti con la selezione naturale ( per il laici) in modo da aiutare il nostro prossimo. Questo ci ha permesso di essere oggi qui.


padre a se stessi perché per dare aiuto agli altri bisogna prima volersi bene, padre a parenti ed amici perché sono loro le persone più vicine che sicuramente hanno bisogno di noi, non solo aiuto materiale ma soprattutto morale, padre all’umanità intera perché noi siamo parte di questa immensa famiglia.


il senso di giustizia

by

Presti Salvatore

Ogni uomo, pur avendo le leggi dei suoi simili e quelle di Dio, essendo imperfetto per natura, costruisce per vivere le proprie regole e la propria molare diversamente dalle prime. Così ogni uomo è destinato a vivere con un diverso senso di giustizia.

un pensiero

by

Presti Salvatore

Ad una pianta del deserto bastano poche gocce di pioggia per far sbocciare un fiore. All’uomo moderno bastano poche gocce di sentimento per far rinascere lo spirito.

Tre poesie e lo stesso tramonto.

by

Presti Salvatore



prima

Osservare il sole tramontare,
scendere giù per scomparire nel mare,
dipingere il cielo di rossi intensi,
di grigi immensi,
che preparano il finale
e l’inizio di un buio surreale,
magico,
mentre un barchetta lascia la scia
e rumori di motori scoppiettanti
rimbombano nei silenzi
ridisegnano gli spazi immensi
e così Venere prima finta stella
si affaccia nella volta
dando l’inizio della svolta,
la luce a il vento tendono a scemare,
la vita, per la felicità, tende a rallentare
per imbrigliare l’attimo.

seconda

Osservare il sole tramontare,
scendere giù per scomparire nel mare,
dipingere il cielo di rossi intensi,
di grigi immensi,
che preparano il finale
e l’inizio di un buio surreale,
magico,
mentre un barchetta lascia la scia
e rumori di motori scoppiettanti
rimbombano nei silenzi
ridisegnano gli spazi immensi
e così Venere prima finta stella
si affaccia nella volta,
viene invocata per la sua bellezza
da un vecchio porco
per abbagliare la giovincella
portata a cena nel ristorantino,
nel localino affacciato allo spettacolo,
alla rappresentazione grandiosa,
mentre, sbavando di lussuria,
offre languidamente alla sua bella una rosa.

terza

Osservare il sole tramontare,
scendere giù per scomparire nel mare,
dipingere il cielo di rossi intensi,
di grigi immensi,
che preparano il finale
e l’inizio di un buio surreale,
magico,
mentre un barchetta lascia la scia
e rumori di motori scoppiettanti
rimbombano nei silenzi
ridisegnano gli spazi immensi
e così Venere prima finta stella
si affaccia nella volta
dando l’inizio della svolta.
Allora tutto si quieta
dentro e fuori di me,
la mente si rasserena,
anch’io faccio parte della scena.

La fuga d'amore del prete! ( in siciliano)

by

Presti Salvatore


U parrino sinni fuio!

U parrino di San Filippo sinni fuio,
a biddizza Conquisto l’omo di Dio,
na piccittedda ,A chui bedda
lu cori dellu prelatu
senza sapillu Arrubbò
co lu so occhi E lu so cappidi castani
u conquistò.
A fimminnedda timorata
dalla Sicilia sinni era andata
per nun fare cosa scunsiderata,
ma l’amuri li incuddò na lontananza,
l’amuri superò anche a distanza.
E adissu chi vuliti fare?
Vuliti pi caso judicare?
C’è cu rici ca fu na gran minchiata,
c’è cu pensa ca fu na cosa scunsiderata,
c’è cu riri per l’amor profano,
c’è cu pensa ca essere sinceri
cu si stissi sia a cosa justa,
picchi Dio un si pigghia pi fissa,
Iddu dentro li cori sa taliare
ed allura picchi ammucciare?
Lassatili iri in pace,
Lasseteli fare,
picchi un si sapi quali pisci pighiari,
quali dicisioni e di quali parti stari,
picchi all’amure un si po cumannare,
l’amure è ‘nuragano e un si po firmare,
Isso pifforza avi a passare.
Sulu lu tempo putrà dire
se chisso fu foco di pagghia,
si fu sulu amuri carnali e terrenu
o fu nà cosa granni e vuluto nà lu cielu.

TRADUZIONE

La fuga d’amore del prete!

Il prete di San Filippo ha fatto una fuga d’amore,
la bellezza conquistò l’uomo di Dio,
una giovane donna, la più bella
il cuore del prelato
senza saperlo rubò,
con i suoi occhi ed i suoi capelli castani
lo conquistò.
La giovane femmina timorata
Dalla Sicilia se ne era andata
Per non commettere cosa sconsiderata,
ma L’amore li incollò nella lontananza.
L’amore superò anche la distanza.
Ed adesso che volete fare?
Volete per caso giudicare?
C’è chi dice che fu una grnade cretinata,
c’è chi pensa che fu una cosa sconsiderata,
c’è chi sorride per l’amor profano,
c’è chi pensa che essere sinceri
con se stessi sia cosa giusta,
perché Dio non si prende in giro,
Lui dentro i cuori sa guardare,
ed allora perché nascondere?
Lasciateli andare in pace,
lasciateli fare,
perché non si sa quali pesci prendere,
quali decisioni e da qual parte stare,
perché l’amore non si può comandare,
perché l’amore è un uragano e non si può fermare,
lui per forza deve passare.
Solo il tempo potrà dire
se questo fu fuoco di paglia,
se fu solo amore carnale e terreno
o fu una cosa grande e voluto in cielo.

a difesa di tutti gli innamorati del mondo, anche di un giovane prete e della sua amata.

Agosto,alla stazione di Palermo.

by

Presti Salvatore


Alla stazione,
ad ogni arrivo di treno
è grande emozione.

Ad aspettare amici e parenti,
ad arrivare rondini emigrate da lontano,
rondini che tornano sempre a casa,
al nido in cui sono nate,
al nido da cui si sono distaccate
per potere mangiare,
per potere lavorare.

L’annuncio dell’arrivo è dato,
il binario per il convoglio è destinato,
tutti allora si spostano,
tutti si preparano all’evento,
all’incontro tanto atteso,
sognato da giorni
da quella telefonata
così desiderata.

Così il convoglio sopraggiunge lento,
stanco del lungo cammino
stanco_
e finalmente si ferma.
Tutto allora comincia a prender vita,
i pesanti bagagli comincia a volare,
ed i viaggiatori ad andare,
a correre, ad abbracciare chi ha aspettato,
a stringere forte _.
a baciare_.

Allora scorre il pianto,
il sorriso che sembra un canto
e guardarsi negli occhi
per qualche istante
è una necessità,
per riconoscersi,
per ritrovarsi nuovamente,
" _.dai adiamo a casa,
presto,
ci aspettano!"

Mentre sul binario accanto
un altro treno per il continente sta per andare
ed altre rondini ad emigrare.

paesaggio montano

by

Presti Salvatore



Verde,
Verde,
Verde,
_..sulle montagne in ogni direzione,
sugli alberi e la sue foglie
sull’orizzonte che si sublima
in azzurro,
azzurro,
azzurro,
indefinito ed infinito,
impenetrabile,
eterno.

L'ABBANNIATA ( POESIA IN SICILIANO)

by

Presti Salvatore



Si viniti a Palermu
e un firriuni vi vultifare,
pi vidire a gente accattare,
na Baddarò vinni aviti annare.
Chissu è lu mercatu antico,
no core ra città
custiddato di biddizze,
unni ancora si abbannia
pi vinniri e unnni lu detto è:
"ca robba abbanniata
e già menza vinnuta!"
Chissu è lu mercato pi tutti
e pa povera gente,
chidda ca avi picca e nente,
unni sa accata ancora
scanciannu con un sulu gesto
piccioli e merci
in un movimento di brazza.
Ca tutto avi regoli particolari,
e lu governo un c’è,
fa finta ri vidiri e nun vidiri,
pi permettere alla gente di campare,
pi nun ghiriri a rubbare.
I culura sunnu o so ornamentu.
I sapura sunnu o so antico sintiri.
I civuri si cunffunnunu n’alria,
come passari tra na sinfonia e na melodia
e fanno compagnia a cu passia.
"Senti chi ciavuro di cazzilli e panelli!
Che su beeelli!" Abbania u panellaro.
"Senti u ciavuru rì sfinciuni,
scarso d’ogghiu e chinu i provulazzo!"
Rici u sfinciunaro,
ammuttando u carretto
"Tasta sta pruna Sanacore!
Chi sapuri duci_. come l’amure!"
Ti arripete u fruttivennulu.
" Aiu a trippaaaaa! U musso e u carcagnolo!
Ca ti la veniri a manciare,
ca ta veniri ad assettare!"
Canta Gioé, u quarumaro.
E quannu du mercanti,
comu du tenuri na cantata si cornutiano,
allura si che è divertimento,
allura si che è tiatro,
e cu sa fira po puru partecipare
l’impurtante è pruvare.
Ed anche se sugnu stanco
ri purtare sporte chine
ri prelibatezze,
chi cuntitizza, chi biddizza
mi dici lu me core!
Nuatri in Palernu,
spisa senza canto,
unni sapemu fari!

TRADUZIONE

L’abbanniata: canto, forse d’origine araba, per pubblicizzare la merce da vendere, avente tonalità e suoni simili a quelle delle prediche degli imam fanno il venerdì mattina alle cinque dalle torri moschee.

Se venite e Palermo
ed un giro vi volete fare,
per vedere la gente comprare,
al mercato di Ballarò dovete andare.
Questo è il mercato antico,
nel cuore della città
costellato di bellezze,
dove ancora si abbannia
per vendere e dove il detto è:
la roba abbanniata
è già mezza venduta.
Questo è il mercato per tutti
e per la povera gente,
quella che ha poco e niente,
dove ancora si compra
scambiando con un solo gesto
soldi e merci
in un movimento di braccia.
Qua tutto ha regole particolari
e lo stato non c’è,
fa finte di vedere e non vedere
per permettere alla gente di vivere,
per non andare a rubare.
I colori sono il suo ornamento.
I sapori sono il suo antico sentire.
Gli odori si confondono nell’aria,
come passare tra una sinfonia e una melodia,
e fanno compagnia a chi passeggia.
" Senti che odore di crocchè e panelle!
Che sono buone" Abbannia il panellaro
"Senti che odore di spincione,
scarso d’olio e pieno di polvere"
dice lo sfincionaro
spingendo il carretto.
"Assaggia una prugna Sanacore
che sapore dolce _. come l’amore".
Ti ripete il fruttivendolo.
"Ho la trippa! Il musso ed il carcaggnolo
Qua devi venirli a mangiare,
qua devi venire a sederti!
Canta Gioé, il quarumaro
E quando due mercanti,
come due tenori nelle cantata litigano,
allora si che è divertimento,
allora si che è spettacolo,
e chi è capace può pure partecipare
l’importante è osare.
Ed anche se sono stanco
di portare sacchi pieni
di prelibatezze,
che contentezza, che bellezza
mi dice il mio cuore.
Noi a Paleremo
spesa senza canto
non ne sappiamo fare.

Piccolo dizionario
panelle: farina di ceci fritta
musso e carcagnolo: cartilagini di bovini e suini lessi
sfincione: pizza condita con cipolle, pomodoro,
caciocavallo( formaggio) e acciughe.
Quarume: intestini di bovini cotti in brodo.

Appendice
Per capire meglio questa poesia bisogna conoscere il mercato di Ballarò, meglio Il principato di Ballarò. Spero, con breve il racconto che segue di far capire cosa sia questo luogo.

Il principato di Ballarò è uno stato indipendente che si trova nel cuore dell’antica Palermo. Se qualcuno dovesse attraversarlo per la prima volta avrebbe l’impressione di trovarsi in un porto franco ed in una zona della città senza le regole dello stato Italiano, dove l’anarchia regna. In realtà non è così, il mercato ha delle regole che si sono sviluppate nei secoli, parallelamente a quelle delle varie dominazioni che si sono susseguite. Questo è un mercato dove si commercia ogni tipo di genere alimentare ma non solo, vi sono anche gioiellerie, negozi, pasticcerie, taverne. Una cosa che si nota subito è che ancor oggi quasi tutti i commercianti non emettono lo scontrino fiscale. Da questo già si percepisce che si è in un luogo dove nessuno paga le tasse, o quantomeno le evade.
Basta 1 metro - quadrato di spazio o meno per aprire un esercizio commerciale ad esempio di frutta e verdura, naturalmente la licenza non viene rilasciata dalla camera di commercio, ma dai commercianti vicini con il benestare dello zio di turno. Questo tipo di esercizio volante, spesso formatto da cassette sulle quali viene creato un piano di vendita con una tavola, può essere posizionato ovunque, anche al centro di una strada, l’importante è che si lasci uno spazio di almeno 40 centimetri tutto intorno, quello necessario a far passare una persona con sacchetti di plastica pieni di spesa.
La zona,come il terminal di un aeroporto, ha i suoi posteggi con personale addetto che gestisce con efficienza Svizzera il movimento delle auto. La disposizione delle macchine, a seconda dell’afflusso dei mezzi, assume le seguenti disposizioni:a spina di pesce su carreggiata e marciapiede , in doppia fila e nelle strade senza uscita incolonnamento a saturazione. Naturalmente per far funzionare questi parcheggi speciali ad altissima efficienza a compressione ci vogliono delle menti eccelse come quelle dei posteggiatori di Ballarò. Non vi posso descrivere quale immenso piacere e soddisfazione si prova a lasciare l’auto e le chiavi in mezzo alla corsia di una strada, quando tutto introno è bloccato o vi sono centinaia di macchine che procedono a passo d’uomo. Se venite a Palermo è doveroso provare. Gli addetti stradali sistemeranno la macchina in qualche modo e ve la consegneranno per la modica cifra di mille lire, oggi 50 centesimi. Questa è l’unica tassa che si paga per entra!
re al mercato d Ballarò. In questo mercato non sono rispettate le vigenti norme e regole alimentari per conservare i cibi.Ad esempio si la carne bovina, suina o ovina viene esposta appesa all’aria aperta sia per essere esposta, tipo cartellone pubblicitario, sia per eseguire la frollazione della stessa, quel processo naturale che permette alla carne d’intenerirsi. Questo modo di gestire la carne naturalmente è vecchio di millenni ed è forse nato con la caccia e, tutto sommato, non è antigenico in quanto la carne per essere consumata deve essere cotta e quindi sterilizzata. Il pesce, invece, viene esposto in modo coreografico su lastre di ghiaccio, ove chiunque può osservarlo bene e toccarlo per verificarne la freschezza. Questi palcoscenici sono illuminati con lampade da 500 wat che fanno risaltare i colori della mercanzia. Il prezzo del pesce è variabile da giorno a giorno, esso viene fissato alle 9 del mattino dai venditori più grossi, poi gli altri adeguano i loro lis!
tini. In funzione della temperature climatica, dell’abbondanza!
e dell’
afflusso di acquirenti, il prezzo del pesce vari anche nell’arco dello stesso giorno, di solito al ribasso rispetto a quello fissato al mattino.
Questo sta a dimostrare che il mercato funziona come una borsa finanziaria. Ricordo un episodio e cioè i venditori d’insalata verde un giorno decisero di chiudere le loro baracche per una settimana, in quanto il prezzo della lattuga all’ingrosso era stato triplicato e quasi nessuno acquistava più questo tipo di verdura. Si era avuto un eccesso di rialzo nel listino di borsa.
Funzione importantissima di questo mercato è quella di calmierare i prezzi dell’intera città. Pagando i commercianti pochissime tasse ed evadendo il fisco, riescono ad abbassare i prezzi rispetto a quelli dell’intera città di circa il 30%. In questo modo il mercato assume per la città di Palermo una funzione sociale importantissima permettendo a più indigenti di sopravvivere. La spesa più importante viene fatta dalle massaie o dai capofamiglia in prevalenza il sabato mattino, giorno fieristico per l’afflusso di visitatori. All’interno del mercato, poi, vivono alcuni tipi di commercio ormai in estinzione tipo: il venditore di olive, il venditore di sarde salate e pesci essiccati in genere, il venditore di frattaglie, il quarumaro, etc. Una cosa caratteristica è che in alcuni punti del mercato a mezzogiorno viene effettuato il servizio per arrostire il pesce, naturalmente in mezzo ad una strada. Così molti comprano sgombri o tonno li affanno cucinare e li portano a casa caldi,!
pronti per essere mangiati subito, oppure con una mafalda imbottita( pane di circa 200 g) mangiano subito sul posto ciò che è stato arrostito. Mafalda e tonno è sicuramente un pranzo da re.
La cosa comunque più incredibile di questo stato è che esso ancora oggi continui a vivere con le sue regole infischiandosene del governo di turno e che nessun governo si è mai accorto che esso esista.
Questo mercato così com’è andrebbe preservato per essere donato un domani ai nostri figli con le sue millenaria tradizioni. Mi piacerebbe molto se venisse fatta una legge per dichiarare Ballarò area protetta con i suoi abitanti, come quella degli indiani d’America.
"Aiu a trippaaaaa!" : ascoltare dal vivo per credere.

il grido dell'aquila

by

Presti Salvatore

Oggi ho sentito il grido dell’aquila,
che maestosa volava in cielo
seguendo traiettorie concentriche,
mentre io ero giù a passeggiare
e dal bosco la stavo ad osservare.

Ad un tratto mi accorsi
che il mio ed il suo cuore
liberi insieme volavano,
vicini si libravano
nell’aria riscaldati dal sole
ed assieme facevamo lo stesso cammino.

L’aquila avvertendo la mia presenza,
sentendosi sfiorare le ali,
mi chiese:
"Perché non gridi?
Grida pure tu con me!
Liberati!
Libera ciò che è in te!"

Ed io allora__:
" dai__ saliamo!
Andiamo sempre più su
fino a scomparire nel sole,
ad elevare pensiero,
il desiderio di poesia,
affinché tutto diventi armonia."

Pensieri sparsi.

by

Presti Salvatore



Sabbia tiepida di Settembre,
l’aria rinfrescata,
spiagge quasi deserte,
non più ombrelloni,
ma solo aquiloni
e poca gente
come gigli di San Pancancrazio
a contempla il mare,
a stare li a guardare
mangiando patatine,
bevendo le lattine,
giocando rilassati,
dormendo da beati.

Giornate ormai più corte
con sere alla porte
e la bimba impegna scenario,
l’ultimo raggio:
prova la danza che verrà,
che sarà domani alla Scala,
tra salti e balletti
e dolci minuetti.

Il freddo vento arriva:
soffia,
soffia forte,
è già su di te
arriva sulla schiena,
ti trafigge,
ti invita a vestirti,
alzarti,
per poi munirti
di nuova volontà
e poi chissà,
chissà cosa accadrà.

Amori terminati,
estate ormai a morire
e tutto ricomincia
nella normalità,
non più vitalità,
ma la monotonia,
l’esistenza che va via
e solita via.

La vita che sospira,
le acque sono chiare,
salate quanto basta
per fare salamoia
di fatti ormai passati
e sogni inconfessati.

È buio già intorno!
Non possiamo più riflettere,
non possiamo più specchiare,
ricordare,
è tempo di tornare.

Primo giorno.

by

Presti Salvatore



Sera prima delle elementari,
notte insonne,
l’ansia che si respira,
eppure è tutto pronto:
la cartella, la voglia di iniziare,
il desiderio di crescere e sognare.
Chissà come sarà domani,
la mia nuova classe,
l’insegnante,
la mia compagna preferita,
speriamo che sia la mia migliore amica!
La notte è lunga
non riesco a stare,
è il mio cuscino
che non mi fa riposare.
Poi tutto si rasserena,
la mamma accarezza,
la mano nel silenzio ristora,
il messaggio arriva chiaro nel silenzio,
sfiora la mia mente
e lì cade:
"non ti preoccupare
ogni cosa accadrà,
non l’aspettare,
al suo tempo,
senza pensare,
lasciala entrare.
Tu saprai cosa fare".
È gia mattino,
la luce alla finestra,
inizia la festa.
"Oggi un fiore porterò
alla maestra!"

14 settembre 2005, dedicata a Federica ed a tutti i bambini al primo giorno delle elementari.

PALERMO 20/09/2005 - LA FELICITA’ : ANDARE NEL TRAFFICO IN AUTOMIBILE.

by

Presti Salvatore



Sono sceso in centro
con la mia automobilina,
e mi è soggiunta un domanda:
"Sarà cosa saggia o cretina?"

Quattro scioperanti,
contati sulle dita di una mano,
tutto hanno bloccato
ed il maxi ingorgo, quasi inaspettato,
è subito bello ed arrivato.

Stare vicini sull’autovettura,
è una consuetudine che ormai dura:
dalla mattina alla sera
per rallegrare l’atmosfera
di gas esilaranti per tutti quanti,
di polveri sottili più che inquinanti.

Si comincia la discussione,
c’è chi dal finestrino fa pure opinione,
come affacciato da un televisore
fa il suo discorso
e gli autisti vicini ad ascoltare,
non fa mica male socializzare.

C’è chi istiga all’incidente,
perché ha fretta e male forte ad un dente,
c’è chi ascolta l’autoradio,
chi si mangia un panino,
chi sta sempre a parlare
con il suo cellulare,
rilassato da beato
con lo sguardo strasognato.

Mentre un vecchietto prostatico
deve fare il bisogno,
così tutto diventa un sogno:
il piccolo bagno di casa,
desiderato ed immaginato
come un regno
dove arrivare presto,
altrimenti tutto sarà perduto,
altrimenti il nemico si sarà impossessato
del piccolo mezzo motorizzato.

E suonano le sirene protestanti,
con luci roteanti,
all’impazzata,
ci si sente in una mega discoteca,
dove rumori assordanti e colori si mischiano,
ma tutti se ne infischiano,
non lasciano passare
chi deve presto arrivare.

Mentre vigili inermi
di fronte alla sconfitta
lasciano il campo
per andare al bar,
per togliersi con lo zucchero delle paste
e creme di ricotta affettuose e consolanti,
molto confortanti,
la forte depressione
per aver avuto l’opinione
di una direzione.

Tornati a casa nella notte,
facciamo l’operazione immaginata,
tanto agognata,
sognata.
Ma poi decidiamo di ripartire subito,
presto,
per l’ingorgo a sud della città,
chissà quanta bella gente che ci sarà.
Ormai siamo presi da questa vita da vip,
molto mondana,
anche se un po’ strana.

Unica cosa, però, mi fa incazzare:
perché tutto questo non si deve raccontare?
Non deve essere pubblicizzato dalla televisione
o dalla radio che fa informazione!
Non discutono di questa nuova moda,
molto accattivante ed incentivante
per una sana società
che aspira alla modernità.

Loro pubblicizzano solo
l’auto nel deserto o in Groellandia,
dove non ci sono strade superaffollate,
anzi non ci sono strade affatto,
chissà perché questo misfatto?

Dimenticavo, un consiglio:
compratevi l’utilitaria del momento,
l’ultima arrivata,
con televisione e radio incorporata,
sarà veramente una cosa considerata!

Buon fortuna, buon viaggio interstellare,
scusate, meglio dire:
buona vita prospera e sana,
molto mondana.

p.s. odio il traffico automobilistico, i politici che non fanno nulla per risolvere questa piaga, ma più ancora i giornalisti che non né parlano e soprattutto VOI che non lasciate la macchina a casa per andare in centro città. Ma non l’avete capito che non serve a nulla, si fa prima ad arrivare___ a piedi portando al guinzaglio una lumaca. "Camminate lumachine! Camminate!". PER I MIEI CONCITTADINI: "UN FATI I BABBALUCI!"

RACCONTO ECOLOGISTA

by

Presti Salvatore



LA MACCHINA AD IDROGENO :LA PIU’ GROSSA BUFALA DEI NOSTRI TEMPI, OVVERO E’ PULITO BRUCIARE UN PEZZO DI LEGNO CHE FAR CAMMINARE UNA MACCCHINA CON MOTORE AD IDROGENO.

Speso si sente dire della televisione, dai giornali o dai mass media che la macchina con motore ad idrogeno è la panacea per la soluzione di tutti i problemi d’inquinamento causati dalle macchine con motore a idrocarburi. Sarà vero? Vediamo. Di seguito una breve descrizione del sistema e commento.
Le macchine con motore ad idrogeno altro non sono che delle macchine elettriche alimentate da pile a celle a combustibile, cioè funzionanti con idrogeno ed ossigeno che combinandosi tra loro senza bruciare in atmosfera producono acqua + energia elettrica: una corrente elettrica. Il rendimento di questi sistemi è veramente alto circa il 70 % dell’energia iniziale molto alto rispetto ad un motore diesel efficiente di oggi che ha rendimenti del 30%. Tutto molto bello, pulito ed efficiente. Ma ho dei dubbi.
L’idrogeno è l’atomo più piccolo in natura, lui è il metallo per eccellenza ed in natura da solo come serve a noi ( H2, molecola di idrogeno) non esiste, esiste solo combinato con altri elementi tipo: H2O acqua, idrossidi, CnHn idrocarburi eccetera. Quindi è chiaro che in natura non esistono giacimenti della molecola H2, quindi per estrarla dell’acqua o dagli idrocarburi o da altro è necessario utilizzare altri tipi di energia. La domanda è : QUALE ENERGIA OGGI?
Le fonti energetiche che si possono utilizzare a questo scopo sono: idrocarburi,carbone, nucleare, fonti energetiche rinnovabili( solare, elolico, geotermico, biomasse). Cioè e necessario per ogni tipo di energia costruire una centrale elettrica che utilizza quel combustibile per ottenere elettricità ed in fine, con un processo di elettrolisi, il tanto agognato idrogeno.
Ora bisogna fare una considerazione: produrre energia dal nucleare sarebbe improponibile per ovvi motivi di inquinamento e sicurezza, produrre energia dalle fonti rinnovabili non sarebbe conveniente da un punto di vista economico, rimangono il carbone e gli idrocarburi. Ciò significa che oggi si dovrebbe inquinare l’atmosfera con le centrali termoelettriche che producono CO2 per potere far camminare le nostre macchine ad idrogeno. L’effetto sarebbe tenere le città pulite da CO2 ma non avremmo risolto il problema dell’emissione nell’atmosfera di CO2 e dell’effetto serra.

Altro argomento da affrontare è legato alle caratteristiche della molecola idrogeno H2: lei è la più piccola molecola esistente in natura e quasi tutti i materiali esistenti non riescono a contenerla, lei è come una bambina piccolina e capricciosa molto socievole che attraversa tutto e si combina con tutto specialmente con l’ossigeno diventando esplosiva.Quindi per contenere l’idrogeno sono necessari dei contenitori particolari serbatoi refrigerati a temperature vicine allo zero Kelvin , a pressioni elevatissime, delle vere bombe ambulanti.

Quindi anche se si riuscisse a costruire dei contenitori che riuscissero a trasportare l’idrogeno con sicurezza, il suo utilizzo come combustibile per le macchine avrebbe un senso se l’energia prodotta per poi a sua volta produrlo verrebbe da fonti energetiche rinnovabili( solare, eolico, biomasse), oggi troppo costose. Quindi compito urgente della scienza è quello di abbassare il costo dell’energia prodotta dalle energie pulite e renderle competitive con le altre.

Spero che da questo mio ragionamento è emerso il fatto che l’idrogeno è un modo di accumulare energia, ricordiamo che in natura non esisto i giacimenti di idrogeno, ed allora perché a questo scopo non utilizzare molecole più stabili e sicure a come il metano già utilizzate come combustibile per le macchine a scoppio? Volendo si potrebbero utilizzare delle celle a combustibile con il metano, già esistono ma sono molto voluminose.
Inoltre è chiaro che per non inquinare è necessario non modificare la composizione dell’atmosfera, se quindi noi riusciamo a trasformare la CO2 dell’atmosfera in metano avremo risolto il problema, perché quando bruceremmo metano CH4 otterremo nuovamente CO2 ed acqua, non abbiamo immesso nulla e non abbiamo tolto nulla dal sistema atmosfera.
Quindi bruciare un pezzo di legno equivale ad immettere in atmosfera l’anidride carbonica accumulata dalla pianta come legno negli ultimi anni, una cosa pulita. Se invece noi bruciamo idrocarburi per produrre idrogeno immettiamo nell’atmosfera la CO2 prodotta negli ultimi centomila anni tutti insieme, ed allora il sistema atmosfera non tiene ( scusatemi la rima).
Le industrie naturali per produrre metano sono le piante, basta una fermentazione senza ossigeno di sostanze organiche vegetali per ottenere metano.

Spero di non averi annoiato e di avervi dato un altro punto di vista su ciò che ci viene raccontato in modo fazioso sulla tecnologia macchina ad idrogeno.

Una angelo caduto in piscina.

by

Presti Salvatore



Un angelo caduto in piscina,
lo sguardo di una bambina,
il corpo nudo sotto un velo
e un nuoto lento, preciso e fatto con zelo,
in mezzo a sirene e tritoni vigorosi,
con movimenti e ritmi sfreccianti,
vertiginosi.

A dorso il corpo volava
e lì leggero, al centrovasca stava,
_..dissonanza di movimenti ad esaltare
quello strano corpo galleggiare,
mentre tutti attoniti ad osservare
Concetta armoniosa nel suo fare,
con slip e maglietta bianca,
che tutto lasciavano intravedere
i fianchi, il petto minuto e pure il sedere,
perché la bella aveva dimenticato
il costume sotto un fiume
di pensieri fastidiosi , assillanti e martellanti,
di una vita giornaliera
fumosa, densa come gas di ciminiera,
ma al bagno non aveva rinunciato,
il piacere non si era negato,
così uno spettacolo inaspettato era iniziato,
per la gioia degli occhi presenti,
ed il rammarico di quelli assenti,
venuti a sapere del fatto accaduto
e di cui non avevano goduto.

p.s. un fatto vero. Concetta è un nome di fantasia non so chi Lei sia.

I morti

by

Presti Salvatore



I morti:
un sulu cimiteri raputi,
caminate silenziuse,
i ciuri na li manu
e ricordi ca vennu ri luntano,
ma anche la città a festa,
chiazza chine a ovo
di genti ca passiano p’accattare
in menzu a bancarelle
di jochi pi li nichi.

Ni siritine di Novembre
u primo freddo s’ammisca
a lu fumo ri castagne
e ai culura dell’Olivella,
unni ogni agniune ra chiazza
è na putia
china i fantasia.

Tutti accattano regali,
caminano cu li sporti chini,
pi fare a sopresa a matina di li morti.

E li nichi,
a sira di li Santi,
hannu fretta di irisi a curcare
picchi presto, presto
sanno a susiri a matina
pi ghiri a cercare
li giochi ammucchiati sotto u letto
e lu cesto chino ri castagne, noci e nuciddi,
ca pupa a cena ri zucchero colorato,
e calia e semenza unnavi a mancare,
pure a marturana ci ava stare.

Accussi cuminci a sceneggiata ca matinata:
U viri cosa ti portarono li morti?
Talia che bedda scupetta e che palluni!
To nanno sempre ti pensa e ti talia,
Un si scurdo di tia.

Allora iddi scendunu da lu celo
dentro a testa di granni e piccirriddi
e quannu arrivano
un possono più scapparre,
iddi pi froza hanno a stare,
picchi li nichi sanno cosa fare,
fanno loro festa come anciuleddi,
ittannu vuci di felicità:
Grazie nonno!
Era assai che vulia stu gioco,
pam, pam.

U tempo accussi scompare,
pare ca li morti stanno
in terra cu li nichi a ghiucare,
ammiscano cu li vivi.
E’ il loro giorno ri festeggiare
bisogna sorridere
e cu tranquillità ricordare.

Sulu a Palermu sti cose si ponno fare.
Ca li morti su chi forti ra Befana
e ri Babbo Natale.

TRADUZIONE

La festività dei morti

Per la festività dei morti:
non solo cimiteri aperti,
camminate silenziose,
i fiori in mano
e ricordi che vengono da lontano,
ma anche la città a festa,
piazze piene ad uovo
di gente che passeggia per comprare
in mezzo a bancarelle
di giochi per i piccoli.

Nelle serate di Novembre
il primo freddo si mischia
al fumo di castagne
ed ai colori dell’Olivella,
dove ogni angolo di piazza
è un negozio
pieno di fantasia.

Tutti comprano regali,
camminano con sacchi pieni,
per fare sorpresa la mattina dei morti.

Ed i piccoli,
la sera dei Santi,
hanno fretta di andarsi a coricare
perché presto, presto
si devono alzare la mattina
per andare a cercare
i giochi nascosti sotto il letto
ed il cesto pieno di castagne, noci e nocciole,
con la pupa a cena di zucchero colorato,
e ceci e semi secchi non devono mancare,
anche la martorana ci deva stare.

Così comincia la sceneggiata con la mattinata:
Lo vedi cosa ti hanno portato i morti?
Guarda che bel fucile e che bel pallone!
Tuo nonno ti pensa e ti guarda sempre,
non si è dimenticato di te.

Allora loro scendono dal cielo
dentro la testa di grandi e piccolini,
e quando arrivano
non possono più scappare,
loro per forza devono rimanere,
perché i bambini sanno cosa fare,
fanno loro festa come angioletti,
gridano di felicità:
Grazie nonno!
Era da molto tempo che volevo questo gioco,
pam, pam.

Il tempo così scompare,
sembra che i morti sonno
per terra con i piccoli a giocare,
mischiandosi con i vivi.
È il loro giorno da festeggiare,
bisogna ridere
e con serenità ricordare.

Solo a Palermo queste cose possono succedere.
Qua i morti sono più forti delle Befana
e di Babbo Natale.

autunno

by

Presti Salvatore



Foglie ingiallite
in prospettive di rossi intensi
trasformati in scuri immensi,
come fragili vite
pronte a cadere
su se stesse,
recise di netto
nell’attimo certo
di un futuro presente,
imminente,
bagnate dalla pioggia
di un sogno infranto
di eterna giovinezza.

AMORE

by

Presti Salvatore


Amore di bambino:
uno sguardo innocente.

Amore adolescente:
il bacio è imminente.

Amore di gioventù:
la scoperta sei tu.

Amore adulto:
è tutto un tumulto.

E poi il matrimonio,
la convivenza:
intreccio di sentimenti,
AMORE___.
ma anche sofferenza.

E poi un addio,
un distacco inaspettato,
l’amore è andato,
tutto ormai sarà solo ricordato
e nell’intimo sognato.

la donna dei miei sogni

by

Presti Salvatore



Ho incontrato all’aeroporto
la donna dei miei sogni,
era alta, slanciata come una gazzella,
con un passo accattivante,
era veramente bella,
con occhialoni neri immensi,
i capelli biondi, fitti e densi,
e una scia nell’aria lasciava,
anche il suo profumo mi catturava.

L’emozione trasformò il mio corpo,
il calore invase la mia mente,
la mia anima un valzer ballava,
già in un sogno con lei stava.

Ma poi si volto,
e pose in me lo sguardo,
dicendomi ciao,
che suonava come miao.

Tutto si trasformò,
il buio più fitto in me calò,
non era la mia Lei,
quella che ogni notte avevo incontrato,
ma la Nina,
la baldracca,
la mia vicina,
che l’acconciatura aveva colorato
e degli occhialoni aveva comprato.

Urlo di madre

by

Presti Salvatore



Ho visto una madre Urlare,
un suono disumano,
sordo e duro
come il crollo di un muro.

Lei capiva
e voleva morire,
lei pensava,
ma voleva sparire
con quel corpo esamine,
coperto per pietà da un lenzuolo
macchiato del suo sangue.
E tutto questo perché?
Perché,__si domandava,
mille volte e mille volte ancora,
battendosi con i pugni il petto,
quel petto che era stato nutrimento,
_.che era stato vita.

Uno zombie senz’anima,
con l’anima cancellata da una religione,
aveva schiacciato un bottone,
troppo_.
troppo vicino alla sua creatura.

le zitellone

by

Presti Salvatore



Galline starnazzati
in cerca di marito,
di un gallo tipo fico
o pollo quanto basta
per mettere la pasta.

Galline coccodé,
con piume spennacchiate
di età ormai avanzate,
con culi da sgrassare
o petti da gonfiare,
che s’agitano come occhette
ed escono a coppiette.

Galline travestite,
muffite,camuffate ed imbrutite
di vestiti attillati
su corpi corpi maltrattati,
insaccate da salami
per sentirsi dire, poi : mi ami!
Ed il trucco messo male
fa da stucco grasso di maiale,
completa il quadretto
che non ha il reggipetto.

Galline poverette
che gli anni han bruciato
nel sogno ormai fallito
di un timido marito.
Tristezza ormai sovrana,
grandissima puttana,
governa i loro giorni
e i loro non ritorni
e complessi un po’ perplessi
sono ormai consolidati
per essere scaldati
a pranzo o a colazione
nella desolazione
e senza più emozione.

Ed ora che son vecchie
e vogliono ballare,
riprendersi il passato
e ciò che non è stato,
volendo sculettare
per prendere e afferrare,
le ganze volgion fare,
ma il tempo disse:"No!,
E’ tutto ormai passato
per questo tuo reato,
ormai l’adescamento
è quasi un fallimento!"

E carote senz’anima
dritte_
dritte dritte_.
allusive di desideri
che ormai son di ieri,
assieme a cipolle lacrimose
e verze un po’ rugose,
patate rinsecchite
e ossa ribollite,
l’aspettano in cucina
per il solito brodetto
e cucinare ogni affetto
_con amaro: l’amore prediletto.

il rifiuto al mio cospetto, dove lo metto?

by

Presti Salvatore



Chissà chi lo ha inventato
questo strano effetto personale.
Sicuramente lui è figlio della tecnologia,
del superfluo e degli imballaggi,
del residuo urbano e
dell’alta concentrazione
di una gran popolazione.

In lui il passato e ritrovato,
c’è chi scava nel tesoro,
perché dentro c’è l’oro:
la ricchezza del riciclo,
dell’oggetto da buttare,
per non più da ritrovare.

Così la montagna cresce
cresca a dismisura,
come un tempio nella valle,
più puzzoso della stalle,
da nascondere con impegno,
dietro ammassi ed anche sassi,
od in qualche dirupo con riguardo
riparando da ogni sguardo.

Questa crescita si può fermare,
c’è chi propone di bruciare
tutto quanto con l’effetto
d’ inquinare ogni cosa:
l’aria, il vento,
i mie figli e la mia sposa.
Perché il residuato
è un potente percolato,
non può essere confinato,
di diossine è composto
che nell’aria da farfalle
con la morte alle spalle
lor si posano su ogni oggetto
dando a tutto un nuovo effetto
velenoso e inodore
anche se a un buon sapore.

Siciliani siate furbi!
Non mette i bruciatori
che producono i tumori e
se l’invidia a noi ci assale
non facciamoci più male.

E poi,
ma che stroriella è
questa del termovalorizzatore
he produce energia:
Ma che grande fesseria!

Tutti sanno che bruciando
si distrugge ogni cosa
che può essere riciclata
e per questo non più comprata:
carta, legno vetro e ferro
loro si possono riafferrare
per poi di nuovo far partecipare
al nuovo ciclo produttivo
il più giusto e normale,
sicuramente razionale.

C’è poi pure il vegetale,
che non deve essere buttato,
agli animali po’ esser dato
o in campagna può tornare
per andare compostare.

E poi, la beffa sopra ogni cosa
è che qui siamo in emergenza
da più di un lustro,
ma senza veder lustro:
con uffici speciali
che fan schifo agli animali,
dove tutto si rallenta
e non si prende decisione
per il bene di qualcuno
o di ha qualche società,
che ci campa con dignità.
e magari_..

E non capisco,
non si capisce,
me lo volete spiegare,
perché da noi la RACCOLTA DIFFERENZIATA,
per legge, NON SI PUO’ FARE?

E l’aggravante è
che la Sicilia è regione
a statuto speciale
e che può anche legiferare.
Politici a governare,
ma che ci state a fare?

Vergogna,
vergognatevi,
sono indignato,
prendete la giusta decisione,
cambiate presto opinione.

Questa denuncia burlesca nasce dal fatto che in Sicilia vi è una classe politica che crede di risolvere il problema della discariche realizzando i termovalorizzatori: impianti industriali che producono, secondo loro, eneriga elettrica conveniente. Quello che non viene raccontato è che:
1)che i rifiuti che in Sicilia vengono destinati a raccolta differenziata sono il 5% del totale, contrariamente alle città del nord dove al media è del 35%;
2) che i rifiuti bruciati diventano altamente tossici e si riducono in volume di un terzo, tali rifiuti sono pericolosi da trattare e conservare ed è probabile che il loro percolato entri a far parte dell’ecosistema inquinando tutto e di conseguenza avvelenando tutto, anche gli uomini;
3) l’energia elettrica ottenuta è sicuramente inferiore a quella che si potrebbe recuperare con i materiali, mi spiego meglio: perché bruciare un tot di carta che è riciclabile ottenendo una certa quantità di energia, quando per produrre la stessa carta è necessario una quantità di energia pari a 10 volte quella ottenuta dalla combustione di un termovalorizzatore;
4) non si capisce perché a Palermo non si riesce a fare al raccolta differenziata come in mote città d’Italia. Forese siamo diversi? La risposta è sicuramente si.
5) perché in Sicilia esiste un ufficio emergenza rifiuti quando nel resto d’Italia la cosa è trattata normalmente e funziona?

L’1% dell’amore.

by

Presti Salvatore



L’1% dell’amore:
dolce dolore,
apertura, aprirsi senza aver paura di ferirsi,
condivisione di sogni,
vivere una dimensione comune
fuori da ogni logica
da ogni tempo,
superare insieme, superarsi,
cercarsi senza un perché,
desiderio immotivato,
segnali celati e crittografati
solo da noi interpretati
in sguardi con espressioni da bambini,
sorrisi in apparenza cretini,
vedere le stesse cose assenti,
armonia di sentimenti,
comunicazioni extrasensoriali
di pelle sfiorata, accarezzata,
occhi che scrutano dentro ad altri occhi,
che osservano ciò che esiste
solo in uno spazio irreale,
dove per capire bisogna essere in sintonia,
dove la percezione è possibile
solo dietro una nostra proiezione
sconfinata di desiderio
misto ad affetto,
incommensurabile,
immotivato
e strasognato,
che non ha difetto.

uomini

by

Presti Salvatore


Siamo diventati uomini trattati
come cani da mostrare
alle amiche in pizzerie
schifose ed indecenti,
dove il cibo sa di niente,
da donne desiderose solo
di mostrale al mondo
di non essere sole.

un foglio bianco

by

Presti Salvatore



Un foglio bianco come questo,
il posto in cui riflettere e pensare,
analizzare e far venir fuori
il mostro, bambino, l’adulto,
lo scettico, l’amore, l’assenza,
un posto in cui osservare se stessi
e specchiarci in uno specchio che non si vede
in uno spazio senza tempo,
dove la fretta non ha significato,
l’ansia scompare
e la mente entra in contatto
con altro,con se stessa, con essa.
Un luogo in cui ritrovare
l’uomo di ogni tempo
in tutta la sua fragilità,
umanità, tenacia,
dove ogni verità non può essere nascosta,
dove ogni confessione è spontanea,
ricercata amata e strasognata,
un posto dove andare
quando si è ingolfati
da una vita che tutto attraversa
con forza, con sdegno
senza guardare in faccia,
in modo sorprendente e stupefacente.
Questo è il luogo da assaporare
per ritrovare,
per andare,
per viaggiare,
in luoghi astratti
e reali allo stesso tempo
le nostre anime.

la notte si fece giorno

by

Presti Salvatore



La notte si fece giorno
in un mattino dai colori incerti,
mentre il mio io correva,
fuggiva,
scappava dalla verità,
percorrendo le solite strade,
ormai non più rassicuranti.

In quella luce vidi il distacco,
la certezza di nessun ritorno,
la scomparsa dei riferimenti,
spostati, ormai, chissà dove
ed il vuoto assoluto
che trovava in me
allocazione stabile.

Chiesi_..,
Chiesi pure a DIO,
MA LUI NON C’ERA,
cercai la risposta_.
E adesso?
Potrò ancora?
Andrò avanti,
senza l’aiuto dei miei santi?

I miei simili mi strinsero,
si strinsero,
dimostrarono affetto
al mio cospetto,
fecero,
dissero,
promisero,
ma tutto questo non bastava.

Solo due alternative:
annullarmi anch’io
o riprendere il cammino
senza memoria
nella direzione del tempo,
che nel suo alveo
come un fiume sereno
imperturbato scorreva.

Sono arrivati i marziani

by

Presti Salvatore



Sono arrivati i marziani!
Grida il bambino.
Nel cielo sono in tanti
ad occupare la volta celeste,
in una notte di stelle senza nuvole,
con strane macchine poste lì ad osservare
un mondo piccolo,
dove piccole cose si muovono,
altra stanno a volare,
alcune a galleggiare,
in mezzo a colori che
macchiano di vita
il buio cosmico.

Guarda!
Guarda!
Sono scesi.
Grida un altro.
Non sembrano strani nani,
ma neanche giganti.
Sono venuti da lontano?
Da un altro universo?
Hanno percorso molta strada?
Hanno supertao la barriera del sesto senso?
L’abbiamo superato insieme?
Siamo pronti per incontrarci?

Guarda!

Eppure ci vediamo e ci riconosciamo,
come gocce di pioggia
simili a se stesse
riunite nello stesso mare.

nella fotografia

by

Presti Salvatore


Nella fotografia
il ricordo dell’attimo
che va via,
l’istante magico,
irreale del sogno
in essa è fissato,
e tutto è già passato.

Stupore_..
l’incontro della forma
che sposa della prospettiva
dei neri ai bianchi,
in grigi stanchi
disegna una sedia
posta in una stanza
illuminata dal raggio
in giochi di ombre sublimi.