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Giancarlo Marcucci

of

Marsciano, Perugia, Italy

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Che canto ?

by

Giancarlo Marcucci

Canto il fioco albeggiare
della speranza,
e la forza possente
della notte.
Canto la vita,
che mi scorre tra le mani,
mi scruta pietosa,
e scivola via svanendo.
Canto il puro Amore,
e la fresca sorgente,
ma la mia gola è riarsa.
Canto il mistero,
e la voce è mesta;
incerta è la mia mano.
Canto i sogni
di un mondo luminoso;
canto,
e sono solo,
e l' eco mi accompagna.
Canto;
il Cielo su di me;
tra le braccia Proserpina.
La poesia è mio retaggio;
il silenzio mia fortezza.
Poco ho da offrirti;
forse nulla;
forse lacrime di pietra,
scolpite da millenni,
sul mio volto
di Tristano.
Se avrò ancora fiato,
il dì che pressappoco
di tutti i desideri
mi sentirò pago,
voglio che il sonno sia conforto
allo scoprirmi vano.


The mills creaking

by

Giancarlo Marcucci

The mill of time
is creaking
What a millstone,
patient,
The fruits of the sowing,
Wrens,
The trembling of souls,
And little time
To think.


The white feather

by

Giancarlo Marcucci

Love is like a feather in the wind
It comes and goes
And if you see it, then chase it
You don't know where it will take you
But keep on following it
Abandon your past behind you
Stop making anything
Follow the white feather in the wind
And never look behind you
Cause behind you, there is nothing better than what you will find at the end of the trip...

Autunno

by

Giancarlo Marcucci

Autunno è alle porte,:
stagione di noia,
si affaccia all' orizzonte.
Autunno è il declino,
è la lenta discesa,
per la china del pendio,
lungo il gelido rivo,
che porta al mare dell' Eternità.
Grigiore dell' animo,
e malinconia latente;
cade una foglia,
gialla e rinsecchita,
e poi un' altra,
e un' altra ancora.....
Tutta la Natura è in lento sfacelo;
echi remoti di canzonette allegre
(vamos à la plaja....),
balli spensierati al chiar di luna,
ma adesso non mi va di cantare,
Musa,:
è freddo,
e qui anche i sogni,
lentamente si spengono.
La Natura geme,
mentre piano muore,:
invano cerco
gli aromi fragranti delle bionde messi,
o i profumi gentili dei fiori;
neanche un cantuccio
dove riscaldarsi
le ossa scricchiolanti.
Tutto svanisce lentamente,
e sola resta la solitudine,
unica compagnia.
Come potrai dipingere,
pittore,
i colori spenti
dell' Autunno ?
E tu poeta,
come potrai cantare,
le parole fievoli e tremolanti,
se la tua penna è troppo pesante ?
I giorni passano,
di foglia in foglia,
e intanto io aspetto,
e ascolto,
il calpestio del viandante,
laggiù, sulla strada.
I grappoli verdi
d' uva matura,
fermentano nei tini,
e tutto è un ribollio,
mentre intorno si spande,
l' odore forte di mosto,
che punge al naso.
Facili riflessioni
nell' Autunno incipiente,:
poi verrà l' Inverno......
Ma la vita risorgerà
anche stavolta,
con la prima rondinella ?

Ninfa di città

by

Giancarlo Marcucci


Ninfa di città;
quante strade
ha calcato il tuo piede;
e quanti cuori han tremato,
al tuo sguardo
di gelido fuoco ?
Occhi indiscreti
ti scrutano disiosi.
Ma la tua voce è ferma;
grande è la tua brama;
quante anime vuoi
per placare la tua sete ?
Vedi volti trepidanti
chinarsi al tuo passaggio,
coi sensi sbattuti
dal tuo vento di passione.
Zeffiro scherzoso,
gioca coi tuoi capelli,
si ritrae timoroso,
e scappa via spaurito.
Ninfa di città;
Venere Malizia;
Artèmide cacciatrice;
e baccante selvaggia.
Regina di solitudine,
scuoti il tuo corpo,
il tuo rito è già iniziato,:
cascate fragorose
di suoni colorati,
insano guizzare
di luci intorno a te.
Il tuo passo è felpato,
leggero il tuo danzare,
felina creatura.
Accenna un altro passo;
il rumore è infernale;
ed anche la Musa
s' inchina devota.
Ninfa di città,
oscuro nume
dai fumi nascente,
quale Adone
ghermisce ora
le tue labbra ardenti,
fonti
d' inquieto sentire ?
Ma come non senti
che le tue ali son pesanti,
più basso si fa il tuo volo,
e affannoso il respiro ?
Io, in alto,
guardo la polve agitarsi,
e salgo su;
ancora e sempre,
gabbiano bianco,
ascendo a un Sole forte.

SILVIA

by

Giancarlo Marcucci


Vorrei essere un ricordo,
per vivere nel tuo cuore.

Ma il tempo scorre lento,
e la solitudine è l’ unico retaggio
della viltà.

Giorno dopo giorno,
mese dopo mese,
anno dopo anno,
ti vedo fiorire
di rara bellezza.

Splendida e superba,
come un cavallo imbizzarrito;
sciogli i tuoi lunghi capelli,
e ti lasci guardare,
ma non posso accarezzarti.

Nei tuoi occhi profondi e sicuri,
vedo la forza della tempesta,
e la luce della vita;
volentieri mi lascerei
travolgere e
trascinare lontano;
eppure rimango fermo,
terrorizzato,
ma desideroso.

E ogni volta di più,
scopro di amarti,
e mi stupisco;
ma non c’è tesoro
che possa eguagliarti,
su questo mondo.

E non c’è canto abbastanza dolce,
da esprimere
la tenerezza del tuo sguardo.

E non c’è parola così profonda
che possa raffigurarti.

Se fossi un pittore,
ruberei i colori dell’arcobaleno,
e dipingerei il tuo volto nel cielo.

E se fossi puro spirito,
potrei viverti accanto,
per proteggerti in silenzio.

Vorrei fermare il tempo,
perché la tua visione
durasse in eterno.

Ma il tuo cuore è lontano,
e il mio canto si scioglie nel pianto,
silenzioso e triste,
di un amante senza speme.

Avrei voluto conquistare la Terra,
per offrirla ai tuoi piedi
come pegno del mio cuore;
ma neanche allora
avresti volto il tuo sguardo
su di me.

Eppure ti adoro;
rabbioso,
disperato,
e solo,
vivo nel desiderio
di un sogno
che non fu mai.

Che canto ?

by

Giancarlo Marcucci

Canto il fioco albeggiare
della speranza,
e la forza possente
della notte.
Canto la vita,
che mi scorre tra le mani,
mi scruta pietosa,
e scivola via svanendo.
Canto il puro Amore,
e la fresca sorgente,
ma la mia gola è riarsa.
Canto il mistero,
e la voce è mesta;
incerta è la mia mano.
Canto i sogni
di un mondo luminoso;
canto,
e sono solo,
e l' eco mi accompagna.
Canto;
il Cielo su di me;
tra le braccia Proserpina.
La poesia è mio retaggio;
il silenzio mia fortezza.
Poco ho da offrirti;
forse nulla;
forse lacrime di pietra,
scolpite da millenni,
sul mio volto
di Tristano.
Se avrò ancora fiato,
il dì che pressappoco
di tutti i desideri
mi sentirò pago,
voglio che il sonno sia conforto
allo scoprirmi vano.

Dove finisce ?

by

Giancarlo Marcucci

Dove finisce
la corsa affannosa
di un' anima
travagliata ?
Nella claustrofobia
di questa stanza
piena di sogni
disfatti ?

Risvegli

by

Giancarlo Marcucci

Schegge di memoria impazzite,
acuminate,
rotolano in frantumi
sulla mia anima,
come vetro sulla pelle.

MA NON VOGLIO PIU' TAGLIARMI ! ...

Apro lentamente gli occhi,
e vedo:
il mio corpo è intatto;
mi guardo intorno;
provo a respirare più forte;
scuoto le ossa;
corro un poco;
ed infine capisco.

Sei figlia del sogno,
sei figlia del bisogno
che ho
di scoprirmi bambino.
Esisti solo dentro di me,
perché IO ti ho creata.
Non una donna,
ma un' immagine
proiettata sullo schermo
della mia coscienza.

Ti guardo e ti desidero,
ma so
che sto amando me stesso,
riflesso in uno specchio.

E ho paura di conoscerti,
perché già so,
che al suono della tua voce,
lo specchio si romperà,
e rovineranno su di me
ancora
schegge appuntite.

MA NON VOGLIO PIU' TAGLIARMI ! ...

Presto l'alba giungerà,
e spunterà il sole;
avrà un volto diverso;
magari più fievole,
schivo,
si nasconderà dietro una nuvola,
quasi intimidito.

E adesso sorrido,
se penso che in fondo,
un sole calmo
non scotta, ......
però riscalda !

L' uomo dimenticato

by

Giancarlo Marcucci

L' uomo dimenticato
nel buio della notte
cammina solitario
su un filo tenue,
sussurrando
a orecchie inesistenti
parole millenarie,
e singhiozzando mestamente,
mentre tutto intorno
risuona l' informe
brulicare
che popola il vuoto;
e intanto
corre il mondo,
pallina impazzita,
rimbalzando di qua e di là,
sulle sponde
dei nostri desideri.

Vorrei

by

Giancarlo Marcucci

Vorrei
la scintilla
da tradurre
in parola;
ma è arcano
il sentimento
che si cela
nei conati sterili
del mio altro;
la pagina è
un cielo terso,
ed io
un gabbiano.

La musa stracciona

by

Giancarlo Marcucci

Musa, tra le Muse,
tu, la più stracciona,
che mi svolazzi intorno,
nei tuoi panni cenciosi e sporchi,:
sei sempre la stessa,
e ogni volta sei diversa.
Tornerò a evocarti,
mia Musa,
poiché arduo è
obliare
i tuoi occhi profondi,
dove si specchia
la mia pena.
A volte sei feroce
e selvaggia,
brutta, nei tuoi capelli
biondi e scomposti;
spesso lusinghiera
torni a baciarmi
e a tergere le lacrime,
con tocco leggero.
Tuo dono è l' armonia,
e il cantore senza cetra,
è stonato;
ma alla supplica non tacere,
Musa,:
immortale sorreggi
la sua fiacca penna,
perché la tremula fiammella
bruci ancora,
il tempo di un altro sogno.

Natura morta

by

Giancarlo Marcucci

Quattro mura grigiastre;
colori sfuocati;
specchi distorti;
letti memori
di antiche verità;
suoni confusi;
e dentro io,
a scrutare
il mio pallore mortale,
nell' ombra
che mi disegna
un raggio dispettoso.

Frammento

by

Giancarlo Marcucci

Rapito
in un circolo vizioso;
la contingenza
mi uccide il poeta.

Domani è un altro giorno

by

Giancarlo Marcucci

Domani è un altro giorno,:
quante altre disillusioni porterà ?
E quante nuove speranze,
vedrò infrangersi,
come cristallo
contro i muri della verità ?
Ma sempre camminare,
ciondolando qua e là,
senza mai sostare,
senza mai chiedersi
dove posa il piede.
Ogni tanto,
varchi di speranza,
e spiragli di luce,
negli occhi sorridenti
di un compagno passeggero,
che viene e va.
Poi ancora il buio,
imperscrutabile.
Da solo,
ascolto il mio incedere pesante
verso Dio.

Erotico Morfeo

by

Giancarlo Marcucci

E allora ben venga
l' Erotico Morfeo
taumaturgo,
se mi tinge di rosa
la paranoia,
se mi riaccende il fuoco,
e se mi rammenta
che un dì
anch' io
diverrò un' ombra.

Fame di illusioni

by

Giancarlo Marcucci

Abitudine alla noia
è ormai
la mia fame di illusioni.
Un vento selvaggio
spazza il deserto,:
non vedo la luce,
con la sabbia negli occhi !
Solo penso,:
la vita
è un volo scintillante
da e per l' infinito.........
( Dio, perché m' inganni ? )

Il gabbiano bianco

by

Giancarlo Marcucci


Vola nell' immenso il gabbiano bianco;
vola, e ancora non è stanco;
le sue candide piume
son ora insanguinate
e nel cuore una ferita,
inferta da una mano
senza Amore.
Ma ancora lui vola,
anche se vorrebbe cadere;
continua ad aprire le sue ali,
ed è sempre più in alto,
oltre i confini del tempo e dello spazio,
dove sola regna Immaginazione,
dolce e tiranna.
Vola, e non si può fermare,
ha una luce nuova negli occhi,
e già la sua mente
si apre a frontiere sconosciute,
e già Lei è un opaco ricordo del passato.
Vola sempre più velocemente,
e il vento gli sferza la faccia,
rubando il suo tormento
di sangue e sudore.
Vola,
Icaro solitario,
verso lidi più sereni,
e già il ghiaccio
si scioglie al calore
di un nuovo sentimento.
Ora capisce che non è un caso
lasciarsi dietro
amori irrealizzati,
sogni dimenticati
e nuove speranze.
Egli può anche ridere,
perché la sua condanna
è il suo più grande dono,:
egli può vedere e capire,
perché può
volare......

Il poeta

by

Giancarlo Marcucci

Il poeta
è un bambino
che ha visto
il lampo nel buio,
e gli corre dietro;
ma la sua strada
sono vaghe ombre;
e parole,
su cui inciampa,
e cade,
la fantasia creatrice.

Mezzanotte d' estate

by

Giancarlo Marcucci

Mezzanotte d' Estate;
è una quiete sovrumana;
poche stelle nel cielo,
ma nessuna nel cuore;
i cani abbaiano,
lontano,
e rimbomba per l' Etere
il loro grido,
rabbioso e spaurito;
le cicale ripetono
senza posa
la loro misera sinfonia,
di una nota sola;
e mentre io taccio,
mi sento mancare,
pensandomi viaggiatore
ad ascoltare una musica sconosciuta.
(Forse dovevo nascere
cellula
di un altro corpo cosmico ?)

Piccolo uomo

by

Giancarlo Marcucci

Così ce l'hai fatta,
piccolo uomo,
a edificare un mondo
di macerie,
sulle ceneri
dei padri antichi !
Così sei riuscito
a uccidere Dio,
a pugnalare tua madre,
a sparare a tuo padre,
a calpestare il corpo
inerme
di Abele !
Ed un giorno il tuo odio
sazierai
colla polvere mordace
di un ordigno,
e disseterai
alla fonte scarlatta
e lucente di radioattività.
Un vento pesante
aliterà sul tuo volto
il soffio della Morte,
e sarà l' ultimo sguardo
sulla tua follia,
prima del buio.

Piccolo uomo,
riposa tranquillo,
perché non saprai
che laggiù in qualche gulag,
una vita si spegne
anche per te;
perché tu non vedrai
gli occhi incavati,
e la mano scheletrica,
alzarsi al cielo,
urlando vendetta.
Piccolo uomo,
difendi
la tua libertà
di sentirti più grande,
di sentirti giusto.
Era soltanto una voce
dal tuo piccolo schermo,
e tu mangiavi sereno,:
Cruise, Pershing, SS 20,....
è la danza della morte;
fin quando reggerà
"l'equilibrio del terrore"?

E' stato solo un caso,
o fu per destino,
se l'altro giorno
una scritta sul muro
ha affrettato il tuo passo ?
C' era scritto ho fame,
c' era scritto ho sete;
c' era scritto è freddo, e sono solo.
Ho una catena ai piedi;
son reo di parlare;
hanno ucciso i miei sogni;
hanno bruciato le mie speranze.
Camminavi tranquillo,
una siringa in tasca;
e il profumo di una donna
continuava a inebriarti.
Adesso sei qui,
e non vuoi ascoltare,
poiché è scomodo,
sentirsi colpevoli.

Pagherai,
piccolo uomo.
Pagherai,
perché lassù
Qualcuno è stanco;
perché un Sole muore,
ed un altro risorge;
perché un giusto trionferà
sulle torme dei verdi,
sulle divise lucenti,
sulle medaglie al valore
di chi ha ucciso il fratello.

I primi passi

by

Giancarlo Marcucci

Come bimbo che muove i primi passi:
corre,
cade,
si rialza,
per poi ricadere,
e di nuovo alzarsi;
così l' uomo
tenta l' avventura
misteriosa,
degli spazi eterni
e inviolati.
Millenni di silenzio,
rotti dal fragore
dei nostri vettori.
Porteremo nei cieli,
muti spettatori,
la civiltà
delle lattine ?
E diffonderemo tra le stelle
le immondizie del peccato antico ?
L' umanità
ha brama di vincere
la forza immane
che l' avvinghia al suolo,
per volare leggera
fino ai confini del nulla,
ma intanto Dio
è sempre più lontano.
Quanti altri
incerti passetti
dovranno muoversi,
prima che l' uomo impari
a cercare l' Universo
nel suo cuore,
più inesplorato e solo,
dell' astro più remoto ?

Quante poesie !

by

Giancarlo Marcucci

Quante poesie
nel mio cuore
nascono,
crescono,
e muoiono,
arse
dal fuoco della realtà !
E pensare
che nessuna mai
coglierà il frutto
dal mio petto;
l' Amore è morto
in qualche vicolo buio,:
e nella scatola vuota
crescono solo
le ragnatele dei ricordi.
Chi bagnerà
di rugiada
i fiori sulla mia tomba ?

Strizza la tua anima

by

Giancarlo Marcucci

Strizza la tua anima,
poeta,
e lasciala asciugare
al Sole della speranza;
anche se sai che presto
la pioggia umana
ritornerà a bagnarla;
ma finché il tuo cuore batterà,
la luce non si oscurerà mai......
.........e dopo ?.........