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Angelo Casavola

of

Sammichele Di Bari, Italy

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SOLITUDINE

by

Angelo Casavola



Con il capo chino,
erro meditabondo e silenzioso,
pei sentieri lontani,
nella penombra della sera.
Tutt'intorno v'è quiete.
Assorto ne' miei pensieri son.
Una leggera arietta autunnale,
m'accarezza il volto,
come fosse il fresco respiro
d'un bimbo in fasce,
dolcemente addormentato
tra le mie braccia.
Gli alberi accennano
un'inchino con le fronde,
come segno di rispetto
al mio lungo peregrinar.
Una foglia secca,
ondeggiando, cade giù,
e seguita da altre,
come fossero lacrime,
d'un angelo triste.
Il sentiero lentamente,
insieme a me scorre,
come fossimo, un unico organismo.
Frasche morte forman
un tappeto uniforme,
che muta forma e colore,
ad ogni mio passo.
Oscure ombre
e confuse figure scorgo;
mi par vivere un'incubo,
dal quale, via, lontano
fuggir vorrei.
Anelo di destarmi,
da quel sogno, ma, non vi riesco.
Ora, son sveglio,
ma continuo a vagar,
accompagnato da' miei pensieri,
immerso nella solitudine


Quiete

by

Angelo Casavola

Il mio sguardo spazia
oltre l'orizzonte
e scorge bagliori lontani,
non è l'albeggiar del dì,
è qualcosa di più atroce.
Bocche d'acciaio
sputan ferro e fiamme.
S'odon boati e crepitii
che la terra fann tremar.
Il greve stridor
di denti per le carni
squarciate da lame fredde,
come il bacio della morte.
Rivoli di sangue,
lentamente sgorgan
da calde ferite,
come na’ fonte
d'acqua vermiglia.
Lai d'anime s'odon
e pire che brucian tutto ciò
che trovan sui loro passi,
lasciando odor di fumo e morte,
come un'acherontea bolgia.
Ruderi di case vedo,
venute giù come castelli
di sabbia,
pestati da enormi piedi.
Lacrime di bimbi orfani,
rollan giù come perle
di rugiada mattutina che,
rigan i loro volti
cenerei e scarlatti.

Visi di donne
senz'espressione,
ch'ann perso
quel poco che avevan,
i loro occhi ormai
son sterili di lacrime.
Il fumo si protrae verso il cielo,
come un essere che,
lentamente si sta destando.
La gente continua a cader,
colpita da un rovente
pezzo di piombo,
entrato nelle carni.

Ma, loro non son ancor contenti,
la loro sete di sangue
ancor non s'è placata;
nei loro occhi l'odio
è come un libro ancor aperto.
Tutt'intorno non v'è quiete,
sol quando vi sarà
finalmente silenzio,
loro sarann lontani,
alla ricerca d'altre vittime.

Cercavo l'amore

by

Angelo Casavola

Cercavo l’amore

Cercavo l’amore
Per poter avere una persona
Nel mio cuore, ma
Ho commesso l’errore
Di amare una persona
Che era ancora per la
Giovine età, ancora
Negli anni in fiore.
Come nel deserto
Avanzavo con affanno,
in cerca di un’oasi
per dissetarmi, ma senza esito.
In un prato fiorito, ho notato
Un fiore, il quale, mi ha rapito,
per il suo splendore,
una volta colto,
e nonostante
lo tenessi nell’acqua,
lentamente i petali
ha cominciato
a perder, come lacrime
innocenti d’una dea.
Ho cercato altrove, ma,
invano, ho trovato solo
cose, che, per me non erano nuove,
ma nessuna che faccia rima con love.
Ho cercato, ho cercato,
ma ancor l’amor non ho trovato!

Bacio

by

Angelo Casavola


Caldo come il sole d'estate.
Tenero come un bimbo in fasce.
Sigillo indelebile
d'un amore duraturo.
Appassionato come un romanzo
d'amore.
Dolce come sinfonia
di violini.
Veloce com’un attimo
indimenticabile.
Innocente come l'ingenuità.

anima

by

Angelo Casavola


Nella pece serotina,
vaga l'anima mia,
che pace ancor
non trova.
Silente s'aggira
pei vicoli bui,
schiariti da bagliori.
In silenzio si culla
nel tormento.
Greve, stride per
mandar via il dolor.
Vaga
pei monti e valli,
come se cercasse qualcosa. Continua ancor a vagar silente,
nelle tenebre della sera, e si lamenta perché‚ ancor quiete non ha trovato.

Cerasella

by

Angelo Casavola


Pei campi vago
e da lontano
riconosco la tua figura.
Affannosamente,
m’avvicino a te,
accecato di fascino.
Scorgo le tue forme tonde
e le guance rosso purpureo.
Delicatamente ciondoli dal ramo.
Son a pochi passi da te,
non puoi sfuggirmi sei mia!
Mi guardi immobile.
T’afferro, ti carezzo
e avvicino le mie labbra
alla tua pelle vellutata e fresca.
Adesso ti mangio
e ne colgo un’altra.

morte del carnevale

by

Angelo Casavola


Ahimè, il carnevale
al termine và volgendo
e la pioggia di coriandoli,
lentamente si va esaurendo.
Un’ultima mascherata,
e dopo costume e maschera,
serbata nella naftalina,
nel baule d'una cantina.
Un ultimo ballo
e tutto tornerà come prima
e si andrà a letto la sera,
anziché‚ la mattina.
Dopo il carnevale,
ci si prepara per il precetto pasquale.
Politici, ministri
e personaggi importanti,
vengon derisi dagli astanti.
Durante il carnevale si fa il giro dei festini,
dove gli adulti divengon bambini.
Se sai fare qualche rima,
dai presenti, riscuoti la giusta stima.
Dopo tanto gaio,
imminenti giungerann
le ceneri il 25 febbraio.
Mentre i nostalgici pensan già,
al carnevale prossimo che verrà.