The Web Poetry Corner - Presti Salvatore - Palermo
Palermo
by
Presti Salvatore
Camminare nella notte,
nella città addormentata
su strade traballanti,
ma finalmente pulita,
libera sopra ogni cosa,
di cui di giorno è invasa:
di mercatini abusivi
ad ogni angolo di strada,
di posteggiatori come cavallette,
di lavavetri assalitori
come truppe di viet-cong,
di buffoni e clown
in cerca di qualche centesimo,
di mendicanti con bambini
infanti sulle braccia,
di strade seminate
da macchine in sosta a più file
perfettamente allineiate e compattate
in modo da non far passare più nessuno o quasi,
di scioperanti improvvisati
come musicisti jazz.
Qui tutto è normale,
qui tutto non è surreale,
solo un po’ diverso.
Alcune volte mi viene un dubbio:
non facciamo che tutto questo è organizzato,
è’ creato segretamente,
ad arte da chi governa,
per rendere tutto più colorato
e folkloristico per i turisti?
Ma poi mi devo ricredere,
la mia città è una puttana che non chiede nulla
non pretende neanche la marchetta,
lei è a disposizione di tutti,
non solo dei siciliani,
ma soprattutto degli stranieri.
qui l’integrazione è una realtà,
soprattutto quella stradale.
Di questa puttana puoi fare
ciò che vuoi,
qui lo stato non esiste
e chi lo rappresenta
fa finta di non vedere
l’importante è non sporcarsi,
l’importante è non scocciare,
non provocare,
non dire,
far finta di non avere visto
per non provocare
il maleducato di turno,
un maleducato che così è nato,
che non potrà cambiare mai,
e come diceva il mio caro amico
per cambiare bisogna scendere
nel profondo,
nel piccolo,
estirpare il gene radicato,
maleducato e distruggerlo per sempre,
perché il rischio è grande
potremo esportarlo.
E nel frattempo
cosa fare
come agire,
possiamo solo confinarlo
in attesa della trasformazione
meglio metterlo in quarantena,
confinarlo qua,
sarebbe troppo rischioso,
sarebbe pericolo,
se qualche pazzo ammiratore di tanta bellezza
esportasse il modello altrove,
rischieremmo d’invadere il mondo.
P.S.
Se ho scritto queste dure parole è perché io mi ritengo palermitano e siciliano doc ( a denominazione d’origine controllata) e perché sono troppo indignato a vedere la mia città usurpata ed abbandonata a troppi maleducati di ogni razza, compreso i tanti siciliani maleducati, e tutto questo avvenire nelle totale indifferenza molti.